My top 7 places to eat in Amsterdam

“L’amicizia non dura quarant’anni per magia, bisogna lavorarci parecchio; è come con i tuoi risparmi: non crederai mica che da vecchia ti svegli la mattina e trovi un mucchietto di soldi che ti aspetta? […] Io sto dicendo che ci serve un programma di ritiro emotivo; è importante trovare tempo per le amiche e fare viaggi come questo.” (Carrie – Sex & The City)

 

Come ogni anno, anche quest’anno siamo partite, nuovo posto da esplorare, diverse premesse. E’ stato un anno difficile per tutte, ognuna di noi ha avuto le sue sconfitte, qualcuna scolastica, qualcuna in amore, qualcuna, o forse tutte, fatta di insicurezze e paure. E’ stato un anno di cambiamenti, una che lavorava, io che me ne andavo a Bologna, l’altra che procedeva per il secondo anno di università, ma a Firenze. In qualche modo siamo riuscite a vederci, ogni tanto, qualche oretta, un caffè e gli ultimi aggiornamenti. Alcuni periodi di più, alcuni periodi di meno.

Ogni anno è così, ogni anno è fatto di cambiamenti, sconfitte e vittorie, e più cresciamo e più la nostra amicizia muta, costituita sempre meno dalla quotidianità di quando eravamo delle piccole neoliceali, ma forse anche per questo più matura.

Perciò amo il nostro viaggio estivo. Penso sia quel momento in cui torniamo a conoscerci profondamente, come ci conoscevamo un tempo quando passavamo giornate intere a casa l’una delle altre a fare tutto o niente, nottate insieme fingendo di essere a dormire nelle reciproche case (per poi essere puntalmente beccate). E’ l’occasione per riscoprire l’affiatamento che durante l’anno è un po’ sopito, per lasciare spazio ai mille impegni e alle giornate frenetiche, che sembrano sempre troppo corte per riuscire a far tutto. E’ l’occasione per tornare a capire che ci vogliamo bene ancora così profondamente, sia per i nostri pregi, sia per i nostri inevitabili difetti.

 

Quest’anno la tappa è stata Amsterdam e tra Amsterdam Card e consigli di un amico che ci ha studiato, abbiamo passato delle giornate particolarmente intense, tra musei, boat tour, case da visitare, parchi e locali interessanti. Ma soprattutto, per non farci mancare niente, abbiamo mangiato in tanti posti deliziosi, alcuni anche molto carini, che vi vorrei consigliare.

 

Dove abbiamo mangiato?

 

  • Burger Bar: la prima sera siamo andate a fare un giro a De Pijp, uno dei quartieri al centro della città, e poi abbiamo burgerbardeciso di mangiare qualcosa lì. Io ho preso un hamburger da Burger Bar, uno dei tanti posti che ci sono vicino a Sarphatipark. E’ una catena olandese dove è possibile comporre il proprio hamburger decidendo il pane, la carne, i condimenti e
    le salse. Io ho preso un classico bacon cheeseburger con il pan brioche, da portare via. Abbiamo mangiato al parco e, ammetto, è stato davvero difficile, come, d’altronde, per ogni hamburger che si rispetti. Per fortuna loro, previdenti, mi avevano messo nel sacchetto una salviettina (questi olandesi sono avanti, si sa…).

(https://www.burgerbar.nl)Voto: 8 Spesa: 10€

  • De Foodhallen: a un quarto d’ora da Rembrandtplein si trova De Hallen, vecchia foodhallen.jpgstazione dei bus riqualificata, dalla bellissima struttura in ferro battuto. All’interno del De Hallen c’è un po’ di tutto: cinema, riparazioni di bici, biblioteca, negozi, appartamenti, e molto altro. Una parte di questa struttura è dedicata al cibo, con molti stand in rappresentanza delle tradizioni culinarie di tutto il mondo.

Dopo una lunga indecisione alla fine io ho optato per Dim Sum Thing, che faceva ravioli al vapore. Qui ho preso due piccoli ravioli con carne di maiale e bambù e due panini food hallen(buns) al vapore con maiale sfilacciato in salsa bbq.

Ho preso anche delle tortine (proprio irresistibili) allo stand di Petit Gateau, una meringata al limone e l’altra frangipane e lamponi.

Il posto era bellissimo, molto luminoso e arredato con stile giovane e minimal.

(https://dehallen-amsterdam.nl/en/tenants/foodhallen-2/)Voto: 8 e mezzo Spesa: 10/15€

  • Bar Mash: per il secondo pranzo, nuovamente a De Pijp, ci siamo divise e io sono
    capitata abbastanza casualmente al Mash, un ristorante thailandese. Qui ho preso un pad thai con noodles di riso, pollo, noccioline e lime e me lo sono gustato nel parco. Devo dire che mi ha lasciata piacevolmente stupita, era dolce e sugoso e anche molto abbondante.

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(http://www.barmash.nl) Voto: 8 Spesa: 8€

  • Salsa Shop: è una catena di cibo messicano in cui puoi comporre il tuo pasto. E’ possibile scegliere tra burrito, tacos, “bowl” o insalata e poi aggiungere carne, toppings e salse. Io ho preso un burrito e l’ho riempito in un modo indecente e devo ammettere che avrei fatto meglio a controllarmi… Decisamente uno dei pasti più sostanziosi della vacanza!

salsashop

(http://salsashop.com/menu/) Voto: 7 Spesa: 9.95€

  • Pancakes Amsterdam: non si può andare via da Amsterdam senza aver mangiato amsterdam pancakes
    un pancakes, Livia li reclamava da giorni, e alla fine l’abbiamo accontentata.

I pancakes olandesi sono in realtà delle crepes un po’ più spesse di quelle francesi e sono tipicamente riempite di mele, formaggio o prosciutto. Io ho preso una versione un po’ più (anche troppo) ricca, con Camambert, salsa di lamponi e prosciutto. Livia invece è rimasta sul classico pancakes americano ricoperto di cioccolata, fragole e mandorle.

Ammetto che questo è il posto che forse mi è piaciuto meno, “Pancakes Amsterdam” è una delle catene più famose di pancakes della città, quindi, a mio avviso, punta più sul nome che sulla qualità. I piatti erano troppo pesanti, i pancakes americani non erano soffici ma avevano invece la consistenza di una torta. Mentre la mia crepes, nonostante il vincente abbinamento di ingredienti, era bruciata in alcuni punti, e questo la rendeva un po’ amara.

Diciamo che se dovessi tornare ad Amsterdam mangerei pancakes da qualche altra parte…

(https://pancakes.amsterdam)Voto: 6 e mezzo Spesa: 13€

  • Pllek: Questo locale che si trova a NDSM, ex porto riqualificato, è il posto che più hopllek3
    amato, sia dal punto di vista della location che da quello del cibo.

L’edificio è spazioso e molto luminoso arredato in stile urbano-industriale. I tavoli sono sia dentro che fuori e qui c’è anche una spiaggetta con pouf dove è possibile rilassarsi e prendere il sole (noi non abbiamo perso tempo e l’abbiamo sfruttata per una dormitina di un’oretta). I piatti sono tutti particolari e ricchi di verdure e devo ammettere che la bontà degli ingredienti mi ha davvero impressionata.

Io e Livia ci siamo divise un hamburger e un toast. L’hamburger era di cinghiale, non lo avevo mai mangiato ma aveva un sapore molto simile alla salsiccia, la sua particolarità era che come salsa avevano usato una chutney (marmellata) di albicocche, il risultato era davvero delizioso!

La cosa che ho amato d più è stato però il toast: due fette di pane integrale con sopra hummus, pomodoro, rapa rossa, zucchine e asparagi arrostiti, insalata, pinoli tostati e qualche condimento che contribuiva a rendere il tutto davvero superlativo!

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(http://www.pllek.nl/pllek-amsterdam-restaurant-ndsm-yoga.html) Voto: 10 Spesa: 7.50€

  • Amsterdam Roest: E’ decisamente al secondo posto delle mie location preferite di roest2Amsterdam, un locale frizzante e giovanile, dallo stile particolare e ricercato. Anche qui vi è una spiaggetta dove sono presenti tavole, amache o delle scalinate in legno, per godersi l’atmosfera di pace facendo aperitivo o anche solo per una birretta con gli amici.

Noi abbiamo fatto entrambe le cose…

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Siamo arrivate per una birra ma poi come al solito ci siamo fatte tentare anche dal cibo e abbiamo preso una delle varie opzioni che proponeva il menù: un tagliere con formaggio, un grande carciofo bollito e varie salsine con cui accompagnarlo.

Purtroppo questo posto sta per chiudere, lo abbatteranno e al suo posto ci costruiranno un complesso di case moderne…

Quindi affrettatevi ad andare prima che sia troppo tardi!

(https://www.amsterdamroest.nl) Voto: 9 e mezza Spesa: 10.50€

Io, me stessa ed Edimburgo: dove ho mangiato?

Eccomi qui, non sono sparita vi giuro! Sono ricominciate le lezioni e ci sto mettendo un po’ a riprendere il ritmo, ma ho già nuove ricette in cantiere 😉

Ancora non ho avuto l’occasione di raccontarvi della mia piccola avventura a Edimburgo, e provvederò subito a rimediare.

Tutto è cominciato ormai due mesi fa, mi trovavo ancora nel bel mezzo dell’esame di sociologia, e avevo voglia di un po’ di libertà. Pensavo a quell’ultima settimana di gennaio prima dell’inizio delle lezioni e mi sembrava inutile lasciarla inutilizzata. Sarei rimasta a Firenze e avrei finito per non fare niente di produttivo e lasciar finire in modo passivo gli ultimi giorni di vacanza. Dovevo organizzare un viaggio!

Molti mi hanno chiesto “ma scusa, qui fa freddo e c’è brutto tempo, non potevi fuggire in un posto più caldo?” e devo ammettere che l’idea non mi ha sfiorata neanche per un momento, pensando alla mia piccola fuga l’idea è sempre stata di dirigermi verso nord, inizialmente avevo guardato voli per paesi scandinavi e mi interessava in particolare Copenhagen, ma ovviamente costavano troppo, quindi la mia scelta si è spostata su Edimburgo.

Prima di partire e durante il viaggio ho consultato molti blog e articoli con consigli, soprattutto riguardo a dove mangiare (non mi fido molto dei posti indicati sulle guide) e non mi sono mai pentita delle scelte che ho fatto, anche (e soprattutto) di quelle un po’ impreviste. Proprio per questo mi sento di consigliarvi tutti questi posti che tra l’altro sono perfetti per chi vuole mangiare bene, cibo locale, con un budget limitato.

Dove ho mangiato?

  • Elephant House: questo ristorante è un luogo molto informale che deve la sua fama alll’autrice di Harry Potter, J.K Rowling, che ha scritto qui alcuni capitoli della saga. Ovviamente questo fatto lo ha reso un posto molto popolare e abbastanza
    turistico anche se quando sono andata io non era troppo affollato. Lo stile del locale è img_5996.jpg emplice e informale e l’offerta di cibo molto ampia. Io ho ordinato una chicken pie (pasticcio di pollo) con purè e gravy (una salsa fatta con il sugo della carne), un classico comfort food anglosassone perfetto per quella giornata piovosa. Il servizio è stato rapido e i camerieri gentili. Sono stata contenta che mi abbiano fatto scegliere tra acqua del rubinetto (tab water) e acqua in bottiglia poiché all’estero di solito l’acqua costa molto e in più prendere l’acqua del rubinetto è una scelta eco-friendly! (www.elephanthouse.biz) Voto: 7 Quanto ho speso? 7£

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    Il bagno dell’Elephant House con scritte dedicate a Harry Potter
  • Nomad Cafe: posto che ho amato, anche se il cibimg_6124.jpgo non era superlativo come mi aspettavo. Ho notato subito il locale perché era vicino al mio albergo a Haymarket e mi sono ripromessa di andarci dopo la mia gita ad Arthur Seat. L’ambiente del Caffè è veramente accogliente, moderno e giovanile e sarà stata la giornata di sole o la compatriota al bancone ma mi ha messo subito allegria. Ho preso un appagante “Breakfast Roll” con salsiccia e uova, che ci voleva proprio dopo la scarpinata a Holyrood Park, e un caffè americano. Mi ha un po’ delusa la scarsa scelta di cibo, ma forse è stato un problema di orario, d’altro canto il mio panino non era comunque male, l’uovo fritto era forse un po’ troppo cotto, ma le salsicce bianche, tipiche del Regno Unito, erano divine! Sicuramente è uno di quei posti dove tornerei continuamente se vivessi a Edimburgo. (sito web) Voto: 7.5 Quanto ho speso? 
  • Howies: Qui ho fatto la mia prima cena da sola! Il posto davvero molto bello, innanzitutto la location, alle pedici di Calton Hill ma anche l’interno elegante, con sala spaziosa dal soffitto altissimo e luci soffuse. Proprio per l’atmosfera elegante sono stata colpita dai prezzi, dIMG_6174ecisamente onesti, in più vi erano anche molte offerte di menù convenienti. Un’altra cosa che mi ha colpita è stata la provenienza degli ingredienti, per la maggior parte locali, con tanto di mappa che spiegava cosa veniva da dove. Anche questa volta l’acqua l’ho presa del rubinetto e ho cominciato la cena con la zuppa del giorno, una vellutata di carote e zucca violina servita con pane e burro (perché un po’ di burro non fa mai male). Per secondo ho preso il filetto di salmone delle isole Shetland in crosta servito con porri, patate e rapa rossa fatte al forno con burro al limone. Devo ammettere che tutto ciò era un po’ insapore, ma il filetto era comunque molto buono e ben cotto. Nonostante fossi già piena non ho resistito al dolce, soprattutto perché c’era lo Sticky toffee pudding! La torta mi è stata servita calda e immersa nel caramello, con sopra una pallina di gelato alla vaniglia, davvero superlativo. Ho apprezzato il contrasto caldo/freddo che faceva risultare il dolce meno pesante e stucchevole. Nel complesso l’esperienza da Howies è stata davvero piacevole e lo consiglio vivamente (sito web) Voto: 8 Quanto ho speso? 20£
  • Teuchters Landing: dopo essere stata a vedere la Royal Yacht Britannia a Leith, resistendo al richiamo dei fast food all’interno del grande magazzino “Ocean Drive”, sono approdata a questa carinissima Freehouse nella zona dei Docks. Il locale è sulla riva ed era originariamente una sala d’attesa per il battello a vapore che portava ad Aberdeen. Anche in questo caso l’atmosfera è giovanile e l’arredamento è molto hipster seguendo la tendenza della nuova Leith riqualificata. Qui ho pranzato con Haggis, neeps and tatties, un piatto tipico scozzese che viene preparato tradizionalmente durante la “Burns’ Night”, notte dedicata al poeta scozzese Robert Burns. Il piatto è una torretta, in questo caso IMG_6210 isposta all’interno di una tazza (hipster dicevamo?), composta da haggis, insaccato molto speziato di interiora di pecora macinate e farina d’avena, purea di rutabaga (un tubero) e purè di patate. Il tutto era servito con una salsa alla panna che ci stava molto bene ma ovviamente lo rendeva ancora più pesante di quello che già era. Ho deciso che questo era inoltre il posto migliore per assaggiare finalmente una birra locale e al bancone mi hanno consigliato la Black Isle, molto buona anche se ha contribuito a mandarmi KO. Nel complesso forse è il posto che mi è piaciuto di più, ho speso, poco, mangiato cose tipiche cucinate bene, bevuto una buona birra e tutto questo con vista oceano (sito web) Voto: 9 Quanto ho speso?
  • Mussel Inn: era dal primo giorno che avevo adocchiato questo ristorante che era proprio accanto al mio ostello e mi era rimastIMG_6254a quella voglia di frutti di mare che, arrivata all’ultima sera, ho deciso di soddisfare. Il ristorante è piccolo e informale e pensavo fosse più turistico, invece ci ho trovato molti scozzesi. Ho preso come starter una zuppa, zucca e carote (giusto per la mia porzione di verdura giornaliera), ho soddisfatto poi il mio desiderio di frutti di mare con delle ostriche al naturale con una spruzzata di limone e una pentola di cozze cucinate con scalogno e panna. Sia ostriche che cozze erano fresche e le cozze erano molto buone e non pesanti come pensavo. Per concludere, e salutare Edimburgo nel migliore dei modi, ho preso una torta banana e noci che mi è stata servita calda con la panna. Nel complesso la cena è stata deliziosa e non mi ha affatto appesantita e il servizio è stato cordiale e attento. Anche qui il pescato (e forse anche altri ingredienti ma non ne sono certa) era a chilometro zero. (sito web) Voto: 8.5 Quanto ho speso? 27£

Spero che la mia esperienza possa essere utile a qualcuno e in ogni caso sono a disposizione per qualsiasi domanda o consiglio!

Siti che mi sono stati utili durante la mia vacanza a Edimburgo:

Per viaggio, alloggio e luoghi da visitare

Per informazioni su cibo e dove mangiare