Sourdough Banana Bread (con scarti del lievito madre)

E’ da qualche settimana ormai che volevo pubblicare questa ricetta, ne vado molto fiera perché l’ho perfezionata con tanto amore ed è venuto uno dei Banana Bread più buoni che io abbia mai mangiato!

La ricetta è fatta senza lievito e al suo posto ci sono gli scarti dei rinfreschi del lievito madre (125g per la precisione) e il bicarbonato.

Questo è uno dei tanti modi per usare gli scarti del lievito madre, altri potrebbero essere dei deliziosi Pancakes (la ricetta la trovate sul mio TikTok), dei waffles, dei brownies, dei crackers. Su internet trovate un sacco di ricette interessanti!

Ricordiamoci infatti che gli scarti possono essere conservati in un barattolo chiuso all’interno del frigo, che può essere riempito ad ogni rinfresco e conservato fino a 1-2 settimane.

Ma adesso passiamo alle cose serie…

Ricetta Sourdough Banana Bread

Ingredienti

  • 240g di farina 00
  • 100g di zucchero semolato (se le vostre banane sono meno mature aggiungete 30g di zucchero)
  • zucchero di canna grezzo q.b da spargere in superficie
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 1/4 cucchiaino di noce moscata
  • 1 cucchiaino d vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 125g di lievito madre
  • 2 banane molto mature (un po’ annerite)
  • 1 uovo
  • 120g di burro fuso, tiepido 
  • 100g di noci tostate e tritate grossolanamente (o mandorle)

Procedimento

Scaldare il forno a 200°C e imburrare una teglia da plumcake.

Mettete il burro in un pentolino e fatelo sciogliere (spengete poco prima che tutti i pezzi. si siano sciolti).

Unire in una ciotola capiente la farina, lo zucchero semolato, la cannella, la noce moscata, la vaniglia e il sale.

In un’altra ciotola spiaccicate le banane e unite: l’uovo, il lievito madre e il bicarbonato. Mescolate bene.

Unite poi gli ingredienti umidi con quelli secchi e, quando si sarà raffreddato, aggiungete anche il burro fuso.

Ora versate l’impasto nello stampo da plumcake e cospargete la superficie con le noci spezzettate o con le mandorle (io le ho messe intere) e cospargete un po’ di zucchero di canna grezzo.

Infornate per 20-30 minuti, o finché uno stecchino non uscirà pulito.

Soda Bread: il pane irlandese senza lievitazione

Ho imparato cos’è il Soda Bread dai programmi di cucina inglesi. Mi sembrava incredibile come i partecipanti riuscissero a mettere insieme, in poche ore, un pasto completo, che comprendesse anche il pane. Proprio per questo mi è tornato in mente ora!

Con questa quarantena tutti si sono messi a panificare, si parla di pane ovunque, e anche io sono stata in linea con questa tendenza, anche se in realtà mi informavo sulla pasta madre già da parecchi mesi. Effettivamente però in questo momento, dovendo stare per la maggior parte del tempo a casa, abbiamo modo di stare dietro al pane che lievita e interrompere un attimo la nostra attività digitale per fare qualche piega, o nel mio caso ‘strech & fold’.

Ho anche pensato che certamente fare il pane è soddisfacente e rinfrancante, e in momenti come questo un po’ di rinfrancamento non è da disdegnarsi. Però c’è anche da dire, che prende molto tempo e non sempre i risultati sono assicurati.

Per questo la mia mente è tornata a quel pane veloce che sembrava tanto semplice, ma che dava comunque dei buoni risultati. Allora ho pensato di proporvelo.

Questo è dedicato a tutti quelli a cui piacciono le cose veloci, semplici, senza troppe complicazioni. A chi vuole unire qualche ingrediente in una ciotola, infornarlo e vederlo uscire croccante fuori e morbido dentro. Per poi avere la soddisfazione di una buona fetta del proprio pane, spalmato di burro e marmellata, la mattina a colazione.

N. B.

  1. Questo pane uscirà con una crosta croccante e una mollica morbida e molto densa (dalla consistenza più simile a una torta che a quella del pane a cui siamo abituati)
  2. Essendo fatto con il bicarbonato avrà un sapore particolare, è bene setacciarlo in modo da prevenire la formazione di grumi.
  3. il latticello con la sua acidità contrasterà il sapore di bicarbonato
  4. Come sostituisco il latticello? E’ possibile che non troviate il latticello, io di solito lo sostituisco con latte e aceto, le dosi sono: 1 cucchiaino di aceto bianco + 250 ml di latte (mescolare e aspettare 10 minuti)
  5. A mio parere il Soda Bread da il suo meglio come pane da colazione o da merenda, quindi tostato con burro e marmellata, o con crema di nocciole. Ho letto anche che nel Regno Unito viene molto usato coe accompagnamento per le zuppe.

Ricetta Soda Bread

Ingredienti

  • 450g di farina 00
  • 3 grammi di sale
  • 4 grammi di bicarbonato di sodio
  • 375 ml di latticello (quindi in questo caso 375 ml di latte + un cucchiaio di aceto bianco, lasciati a riposare per 10 min)

Procedimento

Scaldare il forno statico a 230°C.

Mescolare in una ciotola la farina con il sale. Setacciare il bicarbonato e mescolare bene.

Fare una fontana e versare il latticello, mescolare bene e cominciare ad impastare finché non prenderà la consistenza di un impasto. L’impasto deve essere liscio e malleabile e non si deve attaccare alle dita. Una piccola parte del latte potrebbe essere superflua.

Quando l’impasto sarà ben amalgamato impastare su un piano leggermente infarinato per qualche minuto.

Formare una pagnotta e trasferirla su una teglia foderata di carta da forno (io ho usato la Dutch Oven, cioè la pentola di ferro). Infarinare leggermente la superficie della pagnotta e fare un taglio a croce abbastanza profondo.

Cuocere per 20 minuti coperto, poi levare il coperchio e cuocere per altri 20 minuti circa, o finché non sarà dorato.

Biscottini burrosi (shortbread) con gocce di cioccolato

Ormai è da un bel po’ che non cucinavo dei biscottini semplici, molto più vicini all’idea italiana di biscotti, fatti di pasta frolla tagliata e semmai con l’aggiunta di qualche altro ingrediente.

Questi biscottini sono come al solito frutto di una serie di riflessioni messe insieme:

  1. volevo una merenda, colazione, semplice e buona, che non fossero quei biscotti che di solito abbiamo in casa e io e mia sorella chiamiamo ‘punitivi’ (biscotti integrali o al farro confezionati…)
  2. la frolla della Pastiera che ho fatto a Pasqua mi ha fatto impazzire e volevo quindi provare a fare qualcosa in cui fosse protagonista (la ricetta è di Dissapore)
  3. ho visto varie volte su Instagram, foto di biscottini tagliati tipo salame al cioccolato, e penso che siano davvero esteticamente belli, quindi ho deciso di dare ai miei biscotti questa forma: liscia ma dai bordi irregolari

Ma ora bando alle ciance! La ricetta? Facilissima! E davvero veloce!

Siete pronti?

Ricetta Biscottini burrosi (shortbread) con gocce di cioccolato

Ingredienti

  • 400g di farina
  • 200g burro a cubetti ammorbidito (a temperatura ambiente)
  • 150g di zucchero
  • 2 tuorli
  • 1 uovo
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • 80g di cioccolato fondente (io ho usato quella al 70%) tagliato a pezzettini

Procedimento

Mettere il forno a riscaldare a 170°C.

Sbattere le i tuorli e l’uovo e aggiungere la scorza di limone.

Fare una fontana con la farina (in una ciotola o su un piano, come vi è più pratico) e aggiungere tutti gli ingredienti al suo interno.

Cominciare a rompere i pezzettini di burro aggiungendo piano piano la farina, in modo da ottenere un impasto omogeneo, attenzione a non impastare più del dovuto!

Appiattire un po’ l’impasto e ricoprire con i pezzettini di cioccolata, pian piano impastare cercando di amalgamarli.

Su un piano da cucina, cosparso con un velo di farina, dare all’impasto una fora cilindrica (tipo salame), a seconda di quanto sarà piccola la circonferenza (e quindi sarà lungo), i biscotti verranno più grandi o più piccini.

Avvolgere poi il cilindro nella pellicola (è la prima volta che la uso dopo tanto tempo, ma in questo caso non sapevo come sostituirla) e riporlo in congelatore per 30 minuti.

Passato questo tempo tagliare il cilindro con un coltello affilato, in modo da formare dei biscotti di mezzo centimetro circa. Porre quindi sulla teglia coperta da carta da forno e infornare per 20/25 minuti (o comunque finché non saranno leggermente dorati).

N.B Visto che il mio forno è più caldo sul fondo, rispetto a davanti, dopo 20 minuti ho girato la teglia, in modo che i biscotti si cuocessero più omogeneamente e l’ho tenuta dentro per altri 5 minuti.

Sfouf: la torta al semolino libanese

La mia storia con i dolci mediorientali, come già detto in precedenza, inizia a Parigi.

Era la nostra prima vacanza a Parigi, primavera, io avrò avuto più o meno 7 anni. Per questo quel pomeriggio in cui mia mamma e mia sorella avevano deciso di andare a far compere, io e mio babbo ci siamo diretti da un’altra parte. Mi ricordo che mio babbo voleva portarmi a visitare una Moschea e io non avevo idea di cosa aspettarmi e penso di non aver avuto nemmeno molta voglia, ma lui mi aveva promesso che lì avremmo fatto merenda. Il cibo era sempre un buon modo per farmi arrivare da qualche parte e, come ho scoperto nel tempo, anche per imprimere in modo indelebile nella mia memoria alcuni momenti.

La Moschea di Parigi ha un bellissimo giardino, ricoperto di mattonelle colorate, lì è possibile sorseggiare un tè verde ai tavolini e mangiare dei dolcetti scelti da un’ampissima selezione. Mi ricordo ancora che ne scelsi alcuni al marzapane, altri ricoperti di zucchero e altri ancora di sfoglie di pasta croccante imbevute di sciroppo. La dolcezza del miele e dello sciroppo e gli aromi di rosa, fior d’arancio, cannella e anice legati perfettamente al sapore delicato della frutta secca: noci, pistacchi, mandorle. Questi sapori sono rimasti nel mio cuore come dei cari ricordi, e spesso mi trovo a ricercarli in ciò che cucino e in ciò che mangio.

L’altro giorno scorrevo quindi il feed di Instagram e quando mi è apparso questo dolce al semolino ho cominciato già a pregustarlo e mi incuriosiva così tanto conoscere il suo vero sapore, che ho deciso che avrei dovuto farlo assolutamente!

Eccolo qui infatti, molto semplice e delizioso, aromatico, ma in modo molto armonioso. Devo ammettere tra l’altro che non sono una fan dell’anice nei dolci, ma in questo caso non mi disturba affatto e anzi, ci sta molto bene!

N.B

  • La ricetta è senza uova, quindi può facilmente diventare vegana sostituendo lo yogurt con yogurt di soia o altro sostituto a proprio piacimento
  • Io ho messo una mandorla per rombo, per puro gusto estetico, ma tornando indietro ne cospargerei l’intera superficie, perché rendono la torta molto deliziosa (e lo stesso sono sicura valga per i pinoli)

Ricetta Sfouf: torta al semolino libanese

Ingredienti

  • 2 cucchiai di tahini per imburrare la teglia (può essere sostituito con il burro)
  • 130g (1 cup) di farina
  • 130g (1 cup) di semolino
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1/4 di cucchiaino di sale fino o kosher
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 1/2 cucchiaino di semi di anice pestati
  • 250g (1 cup) di yogurt intero
  • 200g (1 cup) di zucchero
  • 1 cucchiaino di vaniglia (o estratto)
  • 1 cucchiaio di essenza di fior d’arancio
  • 110g (1/2 cup) di olio di semi
  • mandorle (spellate) o pinoli q.b

Procedimento

Scaldare il forno a 180°C e imburrare la teglia o spalmarla con il tahini.

Mettere in una ciotola grande le due farine, il lievito, il sale, la curcuma e l’anice pestata.

In una ciotola più piccola mettere lo yogurt, lo zucchero, la vaniglia e l’essenza di giro d’arancio e sbattere bene finché non si sarà sciolto la maggior parte dello zucchero. Aggiungere quindi l’olio e sbattere vigorosamente finché non si sarà ben amalgamato.

Unire poi il composto liquido alla ciotola degli ingredienti secchi e mescolare con la frusta finché non si saranno amalgamati.

Versare poi il composto nella teglia imburrata e spianare la superficie, ornare poi a piacimento con mandorle o pinoli.

Infornare per 20/25 minuti o finché, infilzandola con uno stecchino questo non ne uscirà pulito. A questo punto accendere il grill (io l’ho messo a 3, ma dipende da forno a forno) e aspettare che si dori la superficie (attenzione a non bruciarla!).

Scones: dolci panini britannici

Quello degli Scones è uno dei tanti dolci ricordi legati al cibo.

A volte, quando ero piccola e andavo con mia mamma a fare delle passeggiate in centro, mi portava alla Latteria. La Latteria era una piccola latteria convertita a bar, la cui proprietaria era una burbera signora e che purtroppo è ormai chiusa da molti anni. E’ proprio lì che un giorno la mia curiosità mi ha fatto conoscere questi deliziosi panini, che mi sono stati serviti con una salsa al latte, che la Signora chiamava “Crema inglese” e che non sono ancora riuscita a riprodurre.

Oggi vi propongo quindi questo mio personale comfort food, che poi ha assunto anche più valore per l’amore che ho coltivato nel tempo verso l’Inghilterra e la sua (tanto disdegnata) cucina.

N.B Gli Scones sono tradizionalmente serviti con marmellata e Clotted Cream (una crema pannosa e densa), ma quest’ultima può anche essere sostituita con il burro (ancora meglio se quello salato inglese). Sono anche molto buoni con la Lemon Curd, una crema di limone tipica britannica.

Ricetta Scones

Ingredienti

  • 450g di farina bianca
  • 1/2 cucchiaino di sale fino
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 100g di burro
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • 250 ml di latte intero
  • 3 cucchiai di latte per spennellare

Procedimento

  1. Scaldare il forno a 220°C e foderare una piastra con carta da forno
  2. Tagliare il burro a cubetti e metterlo in frigo
  3. Unire in una ciotola: farina, sale, lievito
  4. Mettere i cubetti nella ciotola e sabbiare in modo da creare una specie di sabbia sottile
  5. Aggiungere a questo punto lo zucchero e il latte
  6. Formare una palla e impastare finché non sarà omogeneo (attenzione a non impastare troppo!)
  7. Standere su un ripiano infarinato in modo da raggiungere l’altezza di 1 cm e mezzo
  8. Prendere a questo punto un taglia pasta, o una formina per biscotti rotonda (dai 4.5 cm ai 7.5 cm di diametro) e cominciare a formare gli scones e posizionare sulla teglia/piastra
  9. Infornare e cuocere per 12 minuti, o fino a quando saranno dorati (dipende anche dalla grandezza degli scones!)

Burger Vegan: tre deliziose ricette!

Ho da poco scritto un post su Instagram riguardo alla mia decisione di ridurre in modo radicale il consumo di carne e derivati animali che provengono dalla grande distribuzione (e quindi di conseguenza la maggior parte delle volte da allevamenti e produzioni intensive).

Non sono totalmente contraria al consumo di questi alimenti, la mia idea è che sia giusto mangiare un po’ di tutto, e sia soprattutto salutare ricevere i nutrienti che ci vengono forniti da carne e prodotti animali, ma credo anche fermamente che ciò che non è affatto giusto sia che gli animali subiscano dei soprusi agghiaccianti, che ci siano produzioni che partecipano all’inquinamento ambientale in modo così consistente e che le aziende non siano trasparenti e ci facciano credere di star comprando dei prodotti, quando ne stiamo comprando degli altri.

In sintesi, penso che, se vogliamo continuare a mangiare carne e derivati animali, dobbiamo rivolgerci a prodotti a chilometro zero, di produttori locali, certificati e trasparenti ed evitare il più possibile, e se è possibile eliminare totalmente, il consumo di prodotti di cui non si conosce la provenienza o che sappiamo con certezza essere prodotti che arrivano da allevamenti intensivi.

Di recente mi hanno chiesto: come facciamo a sapere che sono prodotti di allevamenti intensivi? Beh avete presente i supermercati? Ecco diciamo che la maggior parte dei prodotti (soprattutto questa categoria di prodotti) presenti nei supermercati, provengono da produzioni intensive. Più nello specifico? Sicuramente i prodotti che pagate poco.

Ovviamente ci sono delle eccezioni e spesso queste sono certificate e le certificazioni sono presenti sul packaging del prodotto. Ma attenzione non parlo di scritte come ‘packaging sostenibile’, ‘eco-friendly’, ‘organic’, ‘bio’, ‘allevato con amore’, ‘di fattoria’, ‘100% naturale’ ecc. che poi non presentino nessun marchio di certificazione, questo si chiama Greenwashing ed è uno dei motivi per cui dobbiamo comprare in modo consapevole, leggere le etichette e informarci sulle aziende che producono gli alimenti che consumiamo regolarmente.

Comincio qui una conversazione che va al passo con mie continue riflessioni e studi, e quindi con una formazione progressiva, in cui io stessa ammetto in primis di non sapere tutto e non essere perfetta. Ho lanciato ora vari argomenti che possono e dovrebbero essere approfonditi molto di più e molto meglio e vi invito a farlo per cominciare una conoscenza più genuina e consapevole del vostro consumo.

Sicuramente una cosa che ho capito da questo mio tentativo (che per ora sta avendo successo), è che per essere vegani (anche se non totalmente), bisogna essere organizzati. Per questo ho deciso di fare un po’ di meal-prep, cioè preparare in anticipo un po’ di hamburger vegani (verdure + proteine vegetali), da conservare in congelatore e scaldare durante la mia settimana.

Qui vi propongo tre tipi di hamburger davvero buonissimi e leggeri. La prima ricetta l’ho ideata io, la seconda l’ho presa dal sito vegolosi.it (che si è per ora sempre rivelato ottimo) e la terza da Carlotta di Cucina Botanica.

Hamburger di patate e broccolo romanesco

Ingredienti

  • 3 patate piccole
  • 1 broccolo
  • 1/2 cipolla saltata
  • pangrattato q.b.
  • sale e pepe

Sbucciare le patate, metterle in una pentola e coprire con acqua fredda. Lasciate bollire per 20-40 min (dipende dalla grandezza delle patate) finché non saranno morbide.
Bollire in acqua bollente il broccolo che avremo pulito in precedenza.

Con uno schiacciapatate andate a schiacciare sia le patate che il broccolo in una ciotola grande, unire quindi la cipolla, sale, pepe e il pangrattato finché non si ottiene una consistenza adatta a formare degli hamburger. Spennellare la superfice di questi con dell’olio.

N.B. più pan grattato di aggiungerà meno saranno morbidi

Infornare a 180°C per 20-30 min o finché non saranno dorati in superficie. Girare a metà cottura.

Hamburger di tofu e verdure

Ingredienti

  • 1 panetto di tofu morbido
  • 1 piccola cipolla tritata
  • 1 carota grattugiata
  • 2 zucchine grattugiate
  • prezzemolo
  • pangrattato q.b.

Mettere un po’ di olio in una padella e far soffriggere la cipolla.

Aggiungere poi le verdure, salare e cuocere fino a farle asciugare.

Aggiungere il tofu sbriciolato e fare saltare ancora.

Trasferire 1/3 del contenuto della padella in una ciotola e passarlo con il frullatore a immersione, in modo che venga una ‘pasta’, aggiungere poi il resto del contenuto della padella e mescolare tutto salando a piacimento.

Mescolare poi un po’ di pangrattato in modo da raggiungere un impasto modellabile e creare gli hamburger. Spennellare la superfice di questi con dell’olio.

Infornare a 180°C per 10-15 min, finché non saranno dorati. Girare a metà cottura.

Hamburger di fagioli cannellini e barbabietola rossa

Ingredienti

  • 280g di fagioli cannellini
  • una piccola barbabietola bollita
  • 80g di zucchina grattugiata
  • 1/2 cipolla saltata
  • Pangrattato q.b
  • sale e pepe

Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore o minipimer e frullare tutto, aggiungere poi del pangrattato finché non si raggiungerà una consistenza adatta ad essere modellata.

Modellare gli hamburger, che saranno un po’ morbidi, e spennellarli con dell’olio.

Infornare a 220°C per 20 min e girare a metà cottura.

Senza sprechi: trasformate le vostre banane troppo mature in Banana Bread!

Ultimamente sto imparando, piano piano, a ridurre gli sprechi in cucina. Questa è una cosa a cui non ho mai posto troppa attenzione, o, per meglio dire, che ho sempre ignorato. Spesso è più semplice scartare ciò, che con un po’ di inventiva e un aiuto dal web, può essere trasformato non solo in qualcosa di mangiabile, ma in qualcosa di realmente buono.

Nell’ultimo periodo sto scoprendo quanto possono essere buone e saporite le foglie verdi dei porri (e in quanti modi possano essere cucinate), quante cose si possono fare con il pane raffermo, come ad esempio un semplicissimo dolce e quante ricette nuove si possono scoprire imboccando questa strada del recupero.

Proprio per questo quando ho scoperto che per il Banana Bread servivano banane annerite che più annerite si può, e visto che queste, in casa mia raramente mancano, ho deciso di provare a riprodurre il dolcissimo e delizioso Banana Bread che ci ha fatte sognare a me e a Benedetta durante il nostro ultimo viaggio ad Amsterdam.

Ovviamente qualcosa è andato storto, quando stavo per infornare il magico dolce mi sono resa conto che sul fornello c’era ancora il pentolino con il burro che avevo fatto scogliere poco prima…che dire, il dolce è diventato d’un tratto light! Purtroppo niente dieta in vista, dato che, nella mia nuova attitude ‘no sprechi’, ho deciso di usare il burro fuso per condire i successivi pasti (Comunque il dolce è venuto buonissimo anche versione light, per chi volesse tentarla…).

Ringrazio la fantastica Laurel Evans, a cui appartiene la ricetta originale, che ho modificato un po’.

N.B Potete congelare le banane quando si stanno annerendo e scongelarle quando decidete di fare il dolce.

Banana Bread visto dall'alto

Ricetta: Banana Bread

Ingredienti

  • 250g di farina integrale
  • 100g di zucchero bianco
  • 40g di zucchero di canna grezzo + q.b da spargere in superficie
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 1/4 cucchiaino di noce moscata
  • un pizzico di sale
  • 3 banane molto mature (un po’ annerite)
  • 80g di yogurt
  • 2 uova
  • 90g di burro fuso, tiepido (oppure senza burro per versione light!)
  • 100g di noci tostate e tritate grossolanamente

Procedimento

Scaldate il forno a 200°C. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake.

In una ciotola unite farina, zuccheri, spezie e sale. In un’altra ciotola schiacciate le banane con una forchetta e sbattetele con yogurt, uova e burro fuso. Incorporate il secondo composto al primo e mescolate finché saranno appena amalgamati.

Mettere il composto nello stampo e spargere sopra le noci e lo zucchero di canna grezzo.

Infornare per 50 minuti nel forno caldo o finché avrà preso colore e infilando uno stecchino non uscirà pulito.

Se vedete che le noci in cima cominciano a bruciarsi prima della fine della cottura, mettete sopra la teglia un po’ di stagnola e abbassate il dolce al piano più basso.

Buona merenda!

Fetta di Banana Bread in primo piano, accompagnato da caffè e latte. Sullo sfondo, suonato, il Banana Bread sul tagliere.