Noodles thai con pollo verdure

La mia sfida più grande è sempre stato il cibo etnico, non è come con la ricetta della nonna, che in qualche modo provi e riprovi e piano piano riesci a raggiungere il sapore giusto (ma mai identico!). Quando qualcosa è lontano dalla nostra cultura, spesso ci vogliono ricerche su ricerche (anche sul campo magari), per riuscire a riprodurre un determinato piatto e soprattutto gli ingredienti giusti, non sempre reperibili da noi.

Per questo quando l’altro giorno da NaturaSì ho trovato un tubetto di “Pasta curry thai”, ho deciso di comprarla e provare a fare qualcosa che fosse lontanamente plausibile.

Ciò che mi ha attratta è il fatto che fosse una pasta, perché spesso nelle ricette thailandesi, sono presenti vari tipi di paste al curry (verde, gialla, rossa ecc) e finora non ero però mai riuscita a trovarle. Una pasta implica non solo il curry quindi, ma anche un sacco di altri ingredienti al suo interno, che in questo caso sono: zenzero, succo di ananas, zucchero di canna grezzo, sale, olio, aceto, cipolla in polvere, curcuma, galanga, succo di limone, citronella, chili, coriandolo, farina di senape, cumino, fieno greco, olio essenziale di mandarino.

Non so quanto sia effettivamente corretto definire tutta questa lista di ingredienti “thai”, però io mi sono fidata e il risultato non mi ha delusa, voi comunque se non trovate questa pasta o simile (anche online), potete semplicemente sostituire con 4 cucchiaini di curry.

N.B Le dosi sono un po’ approssimative perché la ricetta l’ho inventata io prendendo spunto da vari siti e video, comunque se farete un po’ a occhio sicuramente non succederà niente di male

Ricetta: Noodles thai con pollo e verdure

Ingredienti x 4 persone

  • olio extravergine d’oliva o di semi di sesamo q.b.
  • sale q.b.
  • 1 cipolla
  • petto di pollo tagliato a piccoli tocchetti
  • 6 carote medie
  • due pugni di germogli di soia
  • 1 piccolo cespo di broccolo
  • 200 ml di latte di cocco
  • 4 cucchiaini di pasta thai curry giallo (o 4 cucchiaini di curry in polvere)
  • lime q.b. (se piace)
  • Noodles Udon, o altro tipo di noodles spessi

Procedimento

Mettere a bollire l’acqua e quando bolle, salare e mettere a bollire le cimette del broccolo per una decina di minuti.

Nel frattempo tritare la cipolla e far scaldare l’olio in una padella antiaderente, quando caldo, mettere la cipolla a soffriggere a fuoco basso.

Quando la cipolla sarà dorata (attenti a non bruciarla!), mettere nella padella i tocchetti di pollo e mescolare con la cipolla. Salare e lasciare cuocere il pollo finché non brunisce leggermente. Intanto pulite e tagliate a rondelle (o a listarelle) le carote. Quando il pollo sarà cotto, mettete anche le carote nella padella e mescolate il tutto. Lasciate quindi cuocere anche le carote, sta a voi decidere se lasciarle un po’ croccanti o farle diventare più morbide. Se vedete che si sta attaccando aggiungete un poco d’acqua.

Mettete ora un’altra pentola con acqua a bollire per i noodles e rispettate i tempi di cottura della confezione (nel mio caso erano 14 min).

Quando le carote saranno cotte, aggiungete i germogli di soia e fate saltare per 1 minuto. A questo punto, unite in una ciotola il latte di cocco con la pasta di curry o il curry in polvere e mescolate finché non si saranno amalgamati. Unisci poi il composto agli ingredienti nella padella.

Fai bollire il tutto, finché non si sarà leggermente addensato (se risulta troppo secco aggiungere un goccio d’acqua), unisci ora le cimette dei broccoli e mescola. Lascia cuocere per qualche secondo. Aggiungi ora i noodles precedentemente cotti e scolati. Mescola il tutto e lascia cuocere per qualche altro secondo.

Ecco a voi, i noodles sono pronti, non vi resta che decidere se mangiarli con le bacchette, o con la (per noi più comoda) forchetta!

Pranzo semplice e veloce: melanzana al forno e maiale alla cannella

Ultimamente sto cercando di impegnarmi e andare oltre la solita pasta tonno e pomodoro. Uscire dai propri schemi spesso è importante per scoprire che possiamo cucinare qualcosa di diverso, salutare, ma che è comunque semplice e veloce da cucinare. Buon appetito!

Melanzane al forno

Ingredienti (per una persona)

  • 1 melanzana
  • olio extravergine d’oliva
  • qualche foglia di basilico
  • 1 spicchio d’aglio (sbucciato)
  • sale q.b.

Procedimento:

Scaldare il forno a 180°C.IMGP9349

Lavare la melanzana e tagliare a metà per la lunghezza.

Incidere la polpa della melanzana prima per la lunghezza e poi per la larghezza.

Fare un battutto (quindi tagliare a piccoli pezzetti) con aglio e basilico e immergere in uno o due cucchiai d’olio.

Posizionare la melanzana su una teglia e cospargere sulla superficie con olio, basilico e aglio e qualche pizzico di sale.

Infornare la melanzana e lasciare cuocere per 30-40 minuti (a seconda della grandezza ci vorrà più o meno tempo)

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Fettine di maiale alle spezie

Ingredienti (per una persona)

  • 2 fettine di maiale sottili
  • olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.
  • cannella q.b
  • pepe q.b.
  • peperoncino in polvere q.b.

Procedimento:

Battere le fettine, cospargere di olio, sale e spezie (per la quantità dipende da quanto le volete speziate). Massaggiare la carne in modo che tutto il condimento si disponga sulla superficie delle fettine.

Scaldare una piastra o una griglia da fornello e, quando calda, posizionare sopra le fettine.

Il tempo di cottura varia a seconda dello spessore della carne e va dai 3 ai 7 minuti per lato.

Quando la carne è pronta posizionatela su un piatto e gustatela con le vostre deliziose melanzane al forno!!

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My top 7 places to eat in Amsterdam

“L’amicizia non dura quarant’anni per magia, bisogna lavorarci parecchio; è come con i tuoi risparmi: non crederai mica che da vecchia ti svegli la mattina e trovi un mucchietto di soldi che ti aspetta? […] Io sto dicendo che ci serve un programma di ritiro emotivo; è importante trovare tempo per le amiche e fare viaggi come questo.” (Carrie – Sex & The City)

 

Come ogni anno, anche quest’anno siamo partite, nuovo posto da esplorare, diverse premesse. E’ stato un anno difficile per tutte, ognuna di noi ha avuto le sue sconfitte, qualcuna scolastica, qualcuna in amore, qualcuna, o forse tutte, fatta di insicurezze e paure. E’ stato un anno di cambiamenti, una che lavorava, io che me ne andavo a Bologna, l’altra che procedeva per il secondo anno di università, ma a Firenze. In qualche modo siamo riuscite a vederci, ogni tanto, qualche oretta, un caffè e gli ultimi aggiornamenti. Alcuni periodi di più, alcuni periodi di meno.

Ogni anno è così, ogni anno è fatto di cambiamenti, sconfitte e vittorie, e più cresciamo e più la nostra amicizia muta, costituita sempre meno dalla quotidianità di quando eravamo delle piccole neoliceali, ma forse anche per questo più matura.

Perciò amo il nostro viaggio estivo. Penso sia quel momento in cui torniamo a conoscerci profondamente, come ci conoscevamo un tempo quando passavamo giornate intere a casa l’una delle altre a fare tutto o niente, nottate insieme fingendo di essere a dormire nelle reciproche case (per poi essere puntalmente beccate). E’ l’occasione per riscoprire l’affiatamento che durante l’anno è un po’ sopito, per lasciare spazio ai mille impegni e alle giornate frenetiche, che sembrano sempre troppo corte per riuscire a far tutto. E’ l’occasione per tornare a capire che ci vogliamo bene ancora così profondamente, sia per i nostri pregi, sia per i nostri inevitabili difetti.

 

Quest’anno la tappa è stata Amsterdam e tra Amsterdam Card e consigli di un amico che ci ha studiato, abbiamo passato delle giornate particolarmente intense, tra musei, boat tour, case da visitare, parchi e locali interessanti. Ma soprattutto, per non farci mancare niente, abbiamo mangiato in tanti posti deliziosi, alcuni anche molto carini, che vi vorrei consigliare.

 

Dove abbiamo mangiato?

 

  • Burger Bar: la prima sera siamo andate a fare un giro a De Pijp, uno dei quartieri al centro della città, e poi abbiamo burgerbardeciso di mangiare qualcosa lì. Io ho preso un hamburger da Burger Bar, uno dei tanti posti che ci sono vicino a Sarphatipark. E’ una catena olandese dove è possibile comporre il proprio hamburger decidendo il pane, la carne, i condimenti e
    le salse. Io ho preso un classico bacon cheeseburger con il pan brioche, da portare via. Abbiamo mangiato al parco e, ammetto, è stato davvero difficile, come, d’altronde, per ogni hamburger che si rispetti. Per fortuna loro, previdenti, mi avevano messo nel sacchetto una salviettina (questi olandesi sono avanti, si sa…).

(https://www.burgerbar.nl)Voto: 8 Spesa: 10€

  • De Foodhallen: a un quarto d’ora da Rembrandtplein si trova De Hallen, vecchia foodhallen.jpgstazione dei bus riqualificata, dalla bellissima struttura in ferro battuto. All’interno del De Hallen c’è un po’ di tutto: cinema, riparazioni di bici, biblioteca, negozi, appartamenti, e molto altro. Una parte di questa struttura è dedicata al cibo, con molti stand in rappresentanza delle tradizioni culinarie di tutto il mondo.

Dopo una lunga indecisione alla fine io ho optato per Dim Sum Thing, che faceva ravioli al vapore. Qui ho preso due piccoli ravioli con carne di maiale e bambù e due panini food hallen(buns) al vapore con maiale sfilacciato in salsa bbq.

Ho preso anche delle tortine (proprio irresistibili) allo stand di Petit Gateau, una meringata al limone e l’altra frangipane e lamponi.

Il posto era bellissimo, molto luminoso e arredato con stile giovane e minimal.

(https://dehallen-amsterdam.nl/en/tenants/foodhallen-2/)Voto: 8 e mezzo Spesa: 10/15€

  • Bar Mash: per il secondo pranzo, nuovamente a De Pijp, ci siamo divise e io sono
    capitata abbastanza casualmente al Mash, un ristorante thailandese. Qui ho preso un pad thai con noodles di riso, pollo, noccioline e lime e me lo sono gustato nel parco. Devo dire che mi ha lasciata piacevolmente stupita, era dolce e sugoso e anche molto abbondante.

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(http://www.barmash.nl) Voto: 8 Spesa: 8€

  • Salsa Shop: è una catena di cibo messicano in cui puoi comporre il tuo pasto. E’ possibile scegliere tra burrito, tacos, “bowl” o insalata e poi aggiungere carne, toppings e salse. Io ho preso un burrito e l’ho riempito in un modo indecente e devo ammettere che avrei fatto meglio a controllarmi… Decisamente uno dei pasti più sostanziosi della vacanza!

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(http://salsashop.com/menu/) Voto: 7 Spesa: 9.95€

  • Pancakes Amsterdam: non si può andare via da Amsterdam senza aver mangiato amsterdam pancakes
    un pancakes, Livia li reclamava da giorni, e alla fine l’abbiamo accontentata.

I pancakes olandesi sono in realtà delle crepes un po’ più spesse di quelle francesi e sono tipicamente riempite di mele, formaggio o prosciutto. Io ho preso una versione un po’ più (anche troppo) ricca, con Camambert, salsa di lamponi e prosciutto. Livia invece è rimasta sul classico pancakes americano ricoperto di cioccolata, fragole e mandorle.

Ammetto che questo è il posto che forse mi è piaciuto meno, “Pancakes Amsterdam” è una delle catene più famose di pancakes della città, quindi, a mio avviso, punta più sul nome che sulla qualità. I piatti erano troppo pesanti, i pancakes americani non erano soffici ma avevano invece la consistenza di una torta. Mentre la mia crepes, nonostante il vincente abbinamento di ingredienti, era bruciata in alcuni punti, e questo la rendeva un po’ amara.

Diciamo che se dovessi tornare ad Amsterdam mangerei pancakes da qualche altra parte…

(https://pancakes.amsterdam)Voto: 6 e mezzo Spesa: 13€

  • Pllek: Questo locale che si trova a NDSM, ex porto riqualificato, è il posto che più hopllek3
    amato, sia dal punto di vista della location che da quello del cibo.

L’edificio è spazioso e molto luminoso arredato in stile urbano-industriale. I tavoli sono sia dentro che fuori e qui c’è anche una spiaggetta con pouf dove è possibile rilassarsi e prendere il sole (noi non abbiamo perso tempo e l’abbiamo sfruttata per una dormitina di un’oretta). I piatti sono tutti particolari e ricchi di verdure e devo ammettere che la bontà degli ingredienti mi ha davvero impressionata.

Io e Livia ci siamo divise un hamburger e un toast. L’hamburger era di cinghiale, non lo avevo mai mangiato ma aveva un sapore molto simile alla salsiccia, la sua particolarità era che come salsa avevano usato una chutney (marmellata) di albicocche, il risultato era davvero delizioso!

La cosa che ho amato d più è stato però il toast: due fette di pane integrale con sopra hummus, pomodoro, rapa rossa, zucchine e asparagi arrostiti, insalata, pinoli tostati e qualche condimento che contribuiva a rendere il tutto davvero superlativo!

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(http://www.pllek.nl/pllek-amsterdam-restaurant-ndsm-yoga.html) Voto: 10 Spesa: 7.50€

  • Amsterdam Roest: E’ decisamente al secondo posto delle mie location preferite di roest2Amsterdam, un locale frizzante e giovanile, dallo stile particolare e ricercato. Anche qui vi è una spiaggetta dove sono presenti tavole, amache o delle scalinate in legno, per godersi l’atmosfera di pace facendo aperitivo o anche solo per una birretta con gli amici.

Noi abbiamo fatto entrambe le cose…

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Siamo arrivate per una birra ma poi come al solito ci siamo fatte tentare anche dal cibo e abbiamo preso una delle varie opzioni che proponeva il menù: un tagliere con formaggio, un grande carciofo bollito e varie salsine con cui accompagnarlo.

Purtroppo questo posto sta per chiudere, lo abbatteranno e al suo posto ci costruiranno un complesso di case moderne…

Quindi affrettatevi ad andare prima che sia troppo tardi!

(https://www.amsterdamroest.nl) Voto: 9 e mezza Spesa: 10.50€

“Love my way” and Carrot Gnudi

Ho visto un sacco di, un sacco di lunedì, venirmi addosso, il naso rotto

 

Sono passati mesi ormai dall’ultima volta che ho pubblicato. Sono stati mesi difficili, mesi lenti, ma allo stesso tempo velocissimi, mesi di cambiamenti. Il fatto è, che dopo tutte queste difficoltà, io sono ancora qui a stupirmi di me stessa. Sono sopravvissuta.

Mi rendo conto da questo che sono cresciuta, sono maturata, non sono più la ragazzina che costruiva e poi distruggeva tutto alla prima difficoltà, che si lasciava andare nella tristezza e nell’autocommiserazione.

Ho imparato a pormi degli obiettivi e a rispettarli, a capirmi e a capire i miei tempi, a rendermi conto di quando rallentare e quando invece sfruttare tutta la mia energia per dare il massimo. Ho imparato ad accettare i miei errori, ad ammettere quando non ho fatto abbastanza e a non disperarmi se invece, dopo tanti sforzi, non ci sono i risultati sperati.

Forse avevo bisogno di queste difficoltà, di queste prove, di questi cambiamenti, perché senza di questi non mi sarei resa conto che li potevo affrontare tutti a testa alta e che potevo stupire me stessa rendendomi conto che non sono crollata, non questa volta.

Dire che va tutto bene sarebbe un’esagerazione, sono fiera di me e di come ho affrontato tutto, sono grata dei miei amici, vecchi e nuovi, che mi sono stati accanto in questi mesi, facendomi sentire meno sola, ma prima di riuscire vermente a ritrovare un equilibrio ce ne vorrà.

La sensazione di provare qualcosa che in realtà nessun altro, o anzi, solo un’altra persona nel mondo, può capire, è la sensazione che più mi pervade in questo periodo, e forse la realtà è che la mia paura più grande è quella di rimanere l’unica a provarla e capirla.

Ci sono relazioni troppo complesse perché si possano superare semplicemente “lasciandosele alle spalle”. Quelle relazioni che mutano continuamente nel tempo, fatte di ferite da curare lentamente, per poi ricominciare più forti. A volte accanto, mano nella mano, a volte divisi, ma in fondo sempre insieme, sostenendosi a distanza, nel bene e nel male.

Queste sono le relazioni che cresceranno in un modo sempre imprevisto, quelle in cui è inevitabile, ogni tanto, provare rancore perché le cose non sono andate esattamente come ci aspettavamo, per poi mettere quel sentimento amaro da parte e riuscire a tornare a ridere, magari insieme, un giorno…

 

Questo piatto è uno delle tante immagini salvate sul mio account Instagram, uno dei tanti progetti a cui, ora, posso ora fare una spunta. Voglio dedicare questo piccolo progetto a tutte le persone che amo, per questo lo dedico anche a te, che ora sei lontano.

 

Volevo ringraziare Izy Hossack perché questa meravigliosa ricetta è sua, io mi sono permessa di aggiungere il parmigiano, poiché per me, gli gnudi senza parmigiano, erano leggermente un’eresia.

L’eresia in realtà, qualcuno dirà, è che una fiorentina prenda una ricetta per fare gli gnudi da un’inglese, ma, che dire, a me piace sperimentare, e devo dire che questi gnudi sono decisamente più che plausibili, anzi, ma che dico, sono deliziosi!

Izy li bolle, poi li passa in padella con burro, olio e salvia, questo passaggio ne esalta il sapore e li rende ancora più deliziosi. Li condisce poi con carote al forno e un sugo di noci, ma se volete fare più veloce saranno buonissimi anche solo con una spolverata di parmigiano.

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Gnudi alle carote (ricetta per 34-40 gnudi, circa 6-7 persone)

Ingredienti per gli gnudi

  • 1250 g di carote pulite
  • 500 g di ricotta
  • 2 uova
  • 150 g di farina 00
  • 60-80 g di parmigiano grattugiato
  • 250 g di semolino
  • un cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe q.b

per la salsa di noci

  • 150 g di noci tostate
  • 1 fetta di pane (in cassetta) senza crosta
  • 200 ml di acqua
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio di aglio sbucciato

per presentare

  • 3 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaio di burro
  • foglie di salvia

Preparazione

Metti a bollire l’acqua in una pentola, quando bolle sala e metti a cuocere le carote tagliate in quarti. Lascia bollire per 20-30 minuti finché non saranno molto morbide. Asciuga e passale per creare una crema, per questo procedimento puoi usare un passino manuale o un minipimer.

Metti la purea in una ciotola.

Appoggia su un piatto due pezzi di carta assorbente e mettici sopra la ricotta, asciuga con altri due pezzi di carta assorbente appiattendo la ricotta sul piatto, se questa appare molto acquosa ripetere l’operazione.

Mettere la ricotta nella ciotola con la purea di carote, aggiungere il parmigiano, la farina, le uova, il sale e il pepe e mescolare bene.

Spargere delle teglie (di una misura adatta al vostro frigo) con metà del semolino e creare delle palline con l’impasto degli gnudi. Potete creare le palline con un cucchiaio per il gelato, sennò le potete modellare con le mani bagnate (così l’impasto non si attaccherà alle mani). Spargete poi il restante semolino sugli gnudi, o spargeteci quello che rimane sulla teglia.

Mettete gli gnudi nel frigo per un temp da  2 a 48 ore in modo che il semolino si possa assorbire così che gli gnudi diventino più consistenti.

Per la salsa:

Lasciare a mollo il pane fatto a pezzetti in un po’ d’acqua per 5 minuti. Mettere poi il pane in un mixer o frullatore con le noci, il parmigiano, l’olio, l’aglio. Frulla finché la salsa non sarà vellutata e liscia e condisci con sale e pepe a piacere.

Per servire:

Preriscalda il forno a 200°C (400°F). Taglia le carote a rondelle sottili e disponile su una teglia foderata con un foglio di carta da forno. Condisci con olio, sale e pepe e mettile a cuocere nel forno caldo per 20-30 minuti, finché non saranno colorite.

Metti intanto a bollire l’acqua in una pentola larga. Quando l’acqua bolle, sala e butta gli gnudi. Cuoci per 5 min.

Metti poi a scaldare in una padella antiaderente olio, burro e le foglie di salvia. Quando gli gnudi saranno cotti mettili a rosolare nella padella finché non avranno una leggera crosticina.

Stendi la salsa di noci sul piatto e posiziona sopra gli gnudi, cospargi poi con le foglie di salvia, le carote al forno e parmigiano.

Buon appetito!

N.B

Se non mangiate subito gli gnudi, lasciateli un’ora nel congelatore, poi, quando saranno solidi, conservateli in sacchetti alimentari. Quando li vorrete mangiare vi basterà bollirli per 6 minuti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pasta semplice e veloce: radicchio, caprino e noci

Nelle giornate più indaffarate mi capita a volte di essere monotona nei miei pasti, e per fare veloce non mi applico su cosa cucinare e finisco per fare la solita pasta al pomodoro. A volte però, in un impeto di ribellione a me stessa, decido di sperimentare nuovi sughi, comunque veloci (spesso anche più veloci della pomarola) e soprattutto gustosi. Quello di cui vi do la ricetta oggi è uno di quelli, semplice e veloce per i vostri pranzi di fretta!

Attenzione! Per rendere radicchio meno amaro potete immergerlo, dopo averlo lavato, in acqua fredda con un pizzico di sale e qualche goccia di aceto bianco (o di mele) e lasciarlo ammollo per mezz’ora.

Ricetta (per 2 persone)

Ingredienti

  • 200 gr di Penne (o altri tipi di pasta tubolare)
  • sale q.b.
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cespo di radicchio selvatico
  • 240 gr di caprino
  • 100 gr di noci (io ho usato le Pecan, ma vanno bene anche quelle normali)

Procedimento

Metti a bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo lava il cespo di radicchio e taglia partendo dalla punta a pezzetti sempre più piccoli finché non arrivi al cuore, elimina quindi la parte inferiore del cespo. Metti in una padella dell’olio con uno spicchio d’aglio a riscaldare, quando sarà caldo butta il radicchio e lascia cuocere finché non si sarà ammorbidito ma ancora leggermente croccante.

Appena l’acqua bolle, sala con sale grosso e butta la pasta, cuoci per il tempo indicato sulla confezione. Mentre l’acqua cuoce metti in una ciotola grande il caprino e aggiungi un po’ di acqua di cottura e mescola così per formare una crema.

Trita grossolanamente le noci con un coltello e aggiungi alla crema di caprino, aggiungi anche il radicchio quando sarà pronto.

Unisci poi la pasta e mescola in modo da amalgamare il sugo. Servi con una spolverata di parmigiano.

Buon appetito!

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