Scones: dolci panini britannici

Quello degli Scones è uno dei tanti dolci ricordi legati al cibo.

A volte, quando ero piccola e andavo con mia mamma a fare delle passeggiate in centro, mi portava alla Latteria. La Latteria era una piccola latteria convertita a bar, la cui proprietaria era una burbera signora e che purtroppo è ormai chiusa da molti anni. E’ proprio lì che un giorno la mia curiosità mi ha fatto conoscere questi deliziosi panini, che mi sono stati serviti con una salsa al latte, che la Signora chiamava “Crema inglese” e che non sono ancora riuscita a riprodurre.

Oggi vi propongo quindi questo mio personale comfort food, che poi ha assunto anche più valore per l’amore che ho coltivato nel tempo verso l’Inghilterra e la sua (tanto disdegnata) cucina.

N.B Gli Scones sono tradizionalmente serviti con marmellata e Clotted Cream (una crema pannosa e densa), ma quest’ultima può anche essere sostituita con il burro (ancora meglio se quello salato inglese). Sono anche molto buoni con la Lemon Curd, una crema di limone tipica britannica.

Ricetta Scones

Ingredienti

  • 450g di farina bianca
  • 1/2 cucchiaino di sale fino
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 100g di burro
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • 250 ml di latte intero
  • 3 cucchiai di latte per spennellare

Procedimento

  1. Scaldare il forno a 220°C e foderare una piastra con carta da forno
  2. Tagliare il burro a cubetti e metterlo in frigo
  3. Unire in una ciotola: farina, sale, lievito
  4. Mettere i cubetti nella ciotola e sabbiare in modo da creare una specie di sabbia sottile
  5. Aggiungere a questo punto lo zucchero e il latte
  6. Formare una palla e impastare finché non sarà omogeneo (attenzione a non impastare troppo!)
  7. Standere su un ripiano infarinato in modo da raggiungere l’altezza di 1 cm e mezzo
  8. Prendere a questo punto un taglia pasta, o una formina per biscotti rotonda (dai 4.5 cm ai 7.5 cm di diametro) e cominciare a formare gli scones e posizionare sulla teglia/piastra
  9. Infornare e cuocere per 12 minuti, o fino a quando saranno dorati (dipende anche dalla grandezza degli scones!)

Hummus: 3 ricette sfiziose

Mi stupisco di chi continua a dire “Ora che avete tempo potreste provare a fare questo o quest’altro”, forse perché la mia realtà (ma sono pronta a scommettere, anche quella di molti altri) è che anche se sono chiusa in casa, di tempo ne ho comunque molto poco.

La mia Università (Bologna), si è attivata molto velocemente per poterci far fare le lezioni online e permetterci di sostenere gli esami via computer (grazie!). Quindi la mia vita continua come al solito, tra progetti di gruppo, laboratori, lezioni e studio.

Certo non posso uscire, ma questo vuol dire semplicemente che durante il mio tempo libero, il momento in cui potrei svagarmi e staccare, sono sempre qui, nello stesso luogo dove studio, lavoro, cucino e soprattutto il luogo dove tutti sanno di potermi trovare, perché in fondo, siamo tutti in quarantena, perché non dovresti rispondere al telefono? Non hai niente da fare!

Ora, non voglio lamentarmi, so che la situazione è uguale per tutti, semplicemente dico: smettiamo di dire che questa quarantena ci fa guadagnare tempo, smettiamo di dare ancora più per scontato del solito la disponibilità continua delle altre persone, e smettiamo di pensare che visto che siamo a casa “a non far niente” dobbiamo occupare tutte e 24 le ore della nostra giornata.

E’ giusto darsi da fare, è giusto non lasciarsi andare, prendersi cura di noi sia esteriormente che interiormente, fare cose che ci attivano, che ci stimolano e ci permettono di stare bene e distrarci da questo momento difficile. Ma non esageriamo, non rincorriamo l’estremo opposto del “Ho pulito le finestre, fatto una torta, studiato un capitolo del libro e messo a posto gli scaffali, ma ho ancora due ore prima di cena e in questo tempo potrei anche fare yoga, un arrosto oppure lavare il pavimento…” Calma! Respiriamo! Se la nostra vita quotidiana ci raggiunge a casa in via telematica, stiamo già facendo quello che avremmo fatto normalmente, quando finiamo di farlo prendiamoci un po’ di tempo per non essere produttivi e lasciamoci un attimo andare.

Vi propongo quindi oggi tre alternative di Hummus, un classico molto semplice, sfizioso e veloce, che può essere usato come spuntino o come leggero aperitivo casalingo. Da gustare nei vostri momenti di relax!

Ricetta base dell’Hummus

Ingredienti

  • 1 scatola di ceci (250g sgocciolata)
  • 2 cucchiai di Tahini (crema di sesamo)
  • 1 spicchio di aglio (a me piace molto agliosa, se volete potete anche metterne un po’ meno)
  • coriandolo fresco (o prezzemolo)
  • paprika q.b.
  • limone, olio, sale q.b.

N.B. La base è calcolata per un’Hummus, quindi se volete fare tutte e tre le versioni dovrete moltiplicare gli ingredienti della base per 3

Variante 1: Hummus Pomodori secchi e Origano

Ingredienti

  • ricetta base
  • 4-5 pomodori secchi (se grandi, raddoppiare se piccoli)
  • origano q.b

Unire tutti gli ingredienti della base in un mixer o in un contenitore per frullatore a immersione, aggiungere anche i pomodori secchi (se utilizzate quelli grandi sott’olio aggiungerne 3 o 4, se utilizzate quelli piccoli sotto sale, sciacquateli bene e mettetene una decina) e l’origano.

Mixare tutto per bene finché non risulterà una crema, per aumentare la cremosità aggiungere a piacere o olio o acqua.

Variante 2: Hummus all’avocado

Ingredienti

  • ricetta base
  • 1 avocado
  • lime (da usare al posto del limone della ricetta base)

Unire gli ingredienti della base in un mixer o in un contenitore per frullatore a immersione sostituendo il limone con il lime. Aggiungere l’avocado sbucciato e fatto a pezzetti e mixare tutto. Come precedentemente si può aggiungere acqua o olio per ottenere un composto più cremoso.

Variante 3: Hummus alle olive

Ingredienti

  • ricetta base
  • 10-15 olive (io uso le taggiasche che hanno un sapore forte, quindi se le vostre sono poco saporite aumentate)

Unire gli ingredienti della ricetta di base nel mixer o in un contenitore per frullatore a immersione e aggiungere anche le olive. Mixare tutto finché non si raggiungerà una consistenza cremosa. Per maggiore cremosità aggiungere acqua o olio.

Fatemi sapere cosa ne pensate e qual’è la vostra preferita!

Torta di Carote Americana

Da qualche tempo volevo rifare questo dolce che negli anni è diventato uno dei miei preferiti. Ho sempre amato la classica torta di carote italiana (o comunque quella che si trova in Italia), con mandorle e carote. Ma scoperta la versione americana, che comprende, oltre alle carote, anche le noci, il cocco e l’ananas, non l’ho più abbandonata!

La mia idea iniziale era provarne diverse versioni, per fare un confronto e offrirvi tre ricette simili, ma con vari aggiustamenti. Purtroppo in questa situazione di quarantena è sarebbe voluto dire spesi più grosse o più frequenti, che sono al momento sconsigliabili.

La torta è morbida e umida, con i diversi ingredienti che si sposano perfettamente tra di loro, unendo profumi e sapori esotici, dati dal cocco e dall’ananas, con sapori più classici, come quello della carota, della noce e della cannella.

La ricetta che ho sceltosi pubblicare tra le tre che avevo selezionato, è quella di Mom On Timeout, che è un sito che ho scoperto da poco cercando ricette di Pancakes, e dove ho trovato la mia attuale ricetta di Pancakes preferita. Essendo stata così preziosa, ho pensato di affidarmi a lei anche questa volta.

Cercate una ricetta deliziosa per rasserenare un lento pomeriggio? L’avete trovata!

Ricetta Torta di Carote Americana (ricetta per due torte da 20cm)

Ingredienti

Ciotola 1

  • 30 ml di olio
  • 400g di zucchero
  • 3 uova

Ciotola 2

  • 250g di farina
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella (o di più, rispetto ai propri gusti)

ciotola 3

  • 6 carote medie grattugiate o tritate
  • 80g di cocco grattugiato
  • 118g di noci tritate
  • poco meno di una lattina di ananas (non sciroppate ma in succo) tritate

Ingredienti Glassa al formaggio

  • 1 scatola di formaggio cremoso da 250g (non salato, tipo Philadelphia)
  • 80g di zucchero a velo
  • 50 g di burro a pomata (sciolto a temperatura ambiente)
  • cocco grattugiato e noci tritate (per decorare)

Procedimento

Unire gli ingredienti della ciotola 1 e sbattere con una frusta.

Unire in un’altra ciotola gli ingredienti della ciotola 2 e poi unire alla ciotola 1.

Amalgamare il tutto e, dopo aver tritato tutti gli ingredienti della ciotola 3, mescolarli con l’impasto precedentemente ottenuto.

Imburrare e infarinare due teglie da 20cm e infornare nel forno caldo.

Nel frattempo, in una planetaria o usando le fruste elettriche, montare il burro, aggiungere poi il formaggio cremoso e infine lo zucchero a velo. Si verrà così a ottenere una crema, che andrà spalmata sulla torta (raffreddata!!).

Mettere una mezz’ora in frigo per far rassodare la glassa.

Buon appetito!

N.B. Se la coprite con la glassa conservatela assolutamente in frigo!

My first time: Profiteroles!

Finalmente pubblico questo articolo che ho scritto mesi e mesi fa, mettendolo insieme con fatica, spero che vi piaccia! (scusate per la qualità delle foto e anzi ringrazio le mie amiche per averle fatte, se non ci fossero state loro probabilmente nemmeno ci sarebbero)

Una delle cose che tendo a fare nella vita è mettermi continuamente in gioco, mettere in discussione me stessa proponendomi cose che non credo mi possano riuscire, cose che mi fanno paura ma so che mi farebbero crescere. Non che io lo faccia tipo ripetizione di mantra da corso di life coaching, della serie “Supera i tuoi limiti”, è una cosa che, mi sono resa conto, faccio in modo abbastanza naturale. E, non fraintendetemi, a volte fallisco eh, molto spesso anche, e questo mi demoralizza come demoralizzerebbe chiunque. Ma in fondo anche attraverso il fallimento ci mettiamo in discussione: saliamo su un palco e rimaniamo inermi, riusciamo giusto a dire qualche parola in modo imbarazzante e ci ripromettiamo di non farlo mai più, ma poi magari dopo qualche mese, qualche anno, siamo di nuovo là sopra e se questo porterà a un fallimento o a una vittoria poco importa, ci siamo rialzati e siamo lì con una forza nuova. 

Ovviamente non è detto che uno debba sempre, costantemente sbattere la testa sulla stessa cosa, a volte i fallimenti servono anche per rendersi conto che ciò che facevamo non era forse la nostra strada, forse dobbiamo dirigerci altrove per trovare ciò per cui siamo portati, o per cui siamo comunque disposti a fare tanti sacrifici quanti ne servono. 

Questo non lo applico solo alle mie abilità, lo applico un po’ a tutto in generale nella vita, e penso sia qualcosa che si è rafforzato nell’ultimo anno. Trovarsi soli, in una nuova città, con amici più o meno vicini, che però in questi casi non bastano a colmare tutto il senso di solitudine e instabilità. Questo è qualcosa che mi ha permesso di capire fino in fondo l’importanza di rischiare, di andare sempre un po’ oltre il confine della mia comfort zone, senza rimanere statica e annoiata, ma viva, consapevole di me e consapevole ogni volta che, sì, anche questo lo posso fare. 

Ora parliamo di bignè, cosa che, per me, ha tutto a che vedere con l’abbattere i propri limiti.

I bignè sono quella ricetta che ho sempre voluto eseguire avendo sempre un po’ paura. Nel contempo guardavo quei sacchetti di bignè già pronti al supermercato e mi ripromettevo che non li avrei comprati mai. Diciamo che era solo questione di tempo, prima o poi sarei dovuta arrivarci.

Ottimista grazie ai miei recenti successi culinari, anche dovuti a quel meraviglioso libro che è “Il Grande Manuale del Pasticciere” di Mélanie Dupuis, ho deciso finalmente di farli seguendo la sua ricetta.

L’idea era di fare un grande Profiteroles composto da piccoli bignè per una merenda con le mie amiche, che tra l’altro ringrazio per l’aiuto che mi hanno dato nella fase finale di composizione. 

Ricetta Bignè

Ingredienti (per 850g di pasta, circa un’ottantina di piccoli bignè)

  • 250 g di acqua
  • 250 g di latte
  • 225 g di burro
  • 3 g di sale
  • 3 g di zucchero
  • 275 g di farina
  • 500 g di uova (circa 10)

N.B. La quantità di uova è fondamentale, il peso di queste deve essere uguale a quello di acqua + latte, se è di più, sbattetele e togliete la parte in eccesso (conservatela e usatela in altro modo)

Scalda il forno a 230°C. Metti in una pentola il latte, l’acqua, il sale, lo zucchero e il burro. Porta a ebollizione facendo scogliere bene il burro.

Quando il composto comincia a montare (a fare cioè la classica schiumina che fa il latte scaldandosi), togli dal fuoco, versa tutta la farina in una volta e mescola con la spatola. Questo primo composto si chiama panade.

Quando la panade è omogenea rimetti la pentola sul fuoco senza mescolare e aspetta che l’impasto cominci a sfrigolare, a questo punto muovi la pastella per controllare se sul fondo si è formata una pellicola. Se c’è, allora puoi spengere perché l’impasto è sufficientemente asciutto.

Togli quindi dal fuoco e mescola finché non sarà evaporata la maggior parte della condensa. Quando cominciate ad aggiungere le uova l’impasto non dovrà essere però completamente raffreddato. Aggiungi quindi un uovo e mescola finché non è completamente incorporato (si può fare sia a mano che con la planetaria con gancio a foglia). Procedi allo stesso modo con tutte le uova. L’impasto dovrà risultare della consistenza della crema pasticciera.

(Può essere usato subito o conservato in frigorifero per 3 giorni)

Scalda il forno a 230°C.

Fodera una teglia di carta da forno (io ho fatto i bignè con forno ventilato e ho infornato due placche alla volta). Riempi quindi una sac à poche (bocchetta liscia, tonda n. 10) con l’impasto, aiutandoti con una spatola (per riuscire meglio possiamo infilare la sac a poche in un contenitore alto in modo che stia ferma). Comincia a fare i bignè in modo ordinato tenendo la sac a poche perpendicolare alla piastra, formando cerchi di 3 cm circa. Abbassa poi la puntina che rimane su ogni tondino con un dito bagnato.

Riduci la temperatura a 170°C e inforna.

Dopo 20 minuti aprite il forno per qualche secondo per far uscire il vapore e poi lasciate cuocere ancora per 10-20 minuti. I bignè dovranno apparire dorati uniformemente.

Ricetta Profiteroles

ingredienti x 15 porzioni

  • Bignè fatti in precedenza

Per la salsa al cioccolato (350g)

  • 150 g di acqua
  • 50 g di zucchero
  • 15 g di cacao amaro
  • 130 g di cioccolato fondente

Per farcire

  • 500 g di panna liquida (o crema pasticciera se preferite)
  • 80 g di zucchero a velo
  • 1 baccello di vaniglia

Per fare la salsa metti acqua e zucchero in un pentolino, porta a ebollizione, aggiungi cacao e lavora con la frusta. Aggiungi cioccolato e cuoci per 2 minuti mescolando con una spatola.

Metti panna, zucchero a velo e i semi del baccello di vaniglia all’interno di una ciotola e monta il tutto, con fruste elettriche o planetaria.

Riempi una sac a poche con la panna e farcisci ogni bignè facendo prima un buchino con il manico di un cucchiaino in fondo a ognuno per far entrare meglio la bocchetta.

Farciti i bignè possono essere posizionati a forma di piramide su un vassoio/piatto da portata e cosparsi con la salsa al cioccolato.

Senza sprechi: trasformate le vostre banane troppo mature in Banana Bread!

Ultimamente sto imparando, piano piano, a ridurre gli sprechi in cucina. Questa è una cosa a cui non ho mai posto troppa attenzione, o, per meglio dire, che ho sempre ignorato. Spesso è più semplice scartare ciò, che con un po’ di inventiva e un aiuto dal web, può essere trasformato non solo in qualcosa di mangiabile, ma in qualcosa di realmente buono.

Nell’ultimo periodo sto scoprendo quanto possono essere buone e saporite le foglie verdi dei porri (e in quanti modi possano essere cucinate), quante cose si possono fare con il pane raffermo, come ad esempio un semplicissimo dolce e quante ricette nuove si possono scoprire imboccando questa strada del recupero.

Proprio per questo quando ho scoperto che per il Banana Bread servivano banane annerite che più annerite si può, e visto che queste, in casa mia raramente mancano, ho deciso di provare a riprodurre il dolcissimo e delizioso Banana Bread che ci ha fatte sognare a me e a Benedetta durante il nostro ultimo viaggio ad Amsterdam.

Ovviamente qualcosa è andato storto, quando stavo per infornare il magico dolce mi sono resa conto che sul fornello c’era ancora il pentolino con il burro che avevo fatto scogliere poco prima…che dire, il dolce è diventato d’un tratto light! Purtroppo niente dieta in vista, dato che, nella mia nuova attitude ‘no sprechi’, ho deciso di usare il burro fuso per condire i successivi pasti (Comunque il dolce è venuto buonissimo anche versione light, per chi volesse tentarla…).

Ringrazio la fantastica Laurel Evans, a cui appartiene la ricetta originale, che ho modificato un po’.

N.B Potete congelare le banane quando si stanno annerendo e scongelarle quando decidete di fare il dolce.

Banana Bread visto dall'alto

Ricetta: Banana Bread

Ingredienti

  • 250g di farina integrale
  • 100g di zucchero bianco
  • 40g di zucchero di canna grezzo + q.b da spargere in superficie
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 1/4 cucchiaino di noce moscata
  • un pizzico di sale
  • 3 banane molto mature (un po’ annerite)
  • 80g di yogurt
  • 2 uova
  • 90g di burro fuso, tiepido (oppure senza burro per versione light!)
  • 100g di noci tostate e tritate grossolanamente

Procedimento

Scaldate il forno a 200°C. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake.

In una ciotola unite farina, zuccheri, spezie e sale. In un’altra ciotola schiacciate le banane con una forchetta e sbattetele con yogurt, uova e burro fuso. Incorporate il secondo composto al primo e mescolate finché saranno appena amalgamati.

Mettere il composto nello stampo e spargere sopra le noci e lo zucchero di canna grezzo.

Infornare per 50 minuti nel forno caldo o finché avrà preso colore e infilando uno stecchino non uscirà pulito.

Se vedete che le noci in cima cominciano a bruciarsi prima della fine della cottura, mettete sopra la teglia un po’ di stagnola e abbassate il dolce al piano più basso.

Buona merenda!

Fetta di Banana Bread in primo piano, accompagnato da caffè e latte. Sullo sfondo, suonato, il Banana Bread sul tagliere.

Happy bday to me with torta semolino e cioccolato!

Gli auguri di compleanno sono sempre stati importanti, soprattutto per la mia generazione nativa digitale per cui con l’utilizzo di Facebook lo scambio degli auguri diventava un momento topico dell’anno, quello in cui la “bacheca” si riempiva di auguri dalle persone più disparate: gli amici stretti che ti facevano i ‘poemi’, quelli un po’ meno stretti che non si arrischiavano a scriverti per messaggio, gli ammiratori che azzardavano il cuoricino e gli sconosciuti che con uno stitico “auguri” facevano una spunta al compleanno virtuale della giornata. Piano piano, venendo meno l’utilizzo di Facebook è diminuita la follia degli auguri di compleanno ‘social’, che un tempo erano centinaia e ora (almeno per quanto mi riguarda) sono circoscritti giusto a qualche superstite. Quello che credo io però, è che quel periodo di follia ci abbia inculcato inconsciamente un’idea egocentrica di Compleanno, trasformandolo in quella giornata in cui le attenzioni di tutti devono essere incentrate su di noi. A questo si aggiunge poi il fatto che, nonostante ormai gli auguri su Facebook siano un po’ out, questo rimanga comunque il social che ci ricorda il compleanno dei nostri amici (e dei nostri parenti?) e a cui ci affidiamo perché ci dia questo promemoria, ma essendo allo stesso tempo posta sempre meno attenzione su quella sezione del social, si rischia sempre di più, immancabilmente, di scordarci dei compleanni delle persone a cui vogliamo bene (per non parlare di quelle a cui vogliamo un po’ meno bene).

Questa riflessione è in parte per scusare chi a volte si è scordato di farmi gli auguri (non che io sia ogni anno penna alla mano a segnarmeli eh!), ma in parte per scusare anche me, che sono la prima a dimenticare qualunque compleanno, anche quando comincio a ricordarmelo una settimana prima…

Detto questo penso che gli auguri siano una cosa spesso spontanea, e a volte non serve nemmeno pronunciarli per farli avere a una persona. Gli auguri sono dedicare il proprio tempo, anche giusto qualche minuto, per rendere speciale la giornata di una persona a cui vogliamo bene.

Per fare gli auguri a me stessa (ecco che torna l’idea di compleanno egocentrico ahah), ho deciso quest’anno di mantenermi su un grande classico di quando ero più piccola. La torta tipica da compleanno delle elementari, quella che si comprava in pasticceria e si portava in pizzeria per spengere le candeline a fine cena: la crostata semolino e cioccolato.

Cercando su internet ho scoperto che questa torta è toscana e poco ‘chiacchierata’ sul mondo del web, dove non ho trovato molte ricette.
Per fortuna ho ancora una volta potuto attingere all’affidabile blog di Giulia (Jul’s Kitchen), che aveva pubblicato, un bel po’ di tempo fa, la ricetta di questa torta.

Ricetta: Torta semolino e cioccolato

Ingredienti x tortiera di diametro 24-26 cm

Per la frolla

  • 225g di farina 00
  • 25g di fecola di patate
  • 125g di burro
  • 75g di zucchero a velo non vanigliato
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • Scorza grattata di 1/2 limone

Per la crema di semolino

  • 500 ml di latte intero
  • 125g di semola
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 2 uova
  • 5 cucchiai di vin santo
  • 1 noce di burro

Per la ganache al cioccolato

  • 250g di cioccolato fondente
  • 250 ml di panna liquida

Procedimento

Mettere tutti gli ingredienti secchi della frolla in una ciotola, aggiungere il burro a cubetti (tenuto in frigo fino all’utilizzo) e sabbiare, cioè pizzicare il burro finché non si unisce agli ingredienti secchi assumendo una consistenza tipo quella della sabbia. Aggiungere quindi l’uovo e la scorza di limone e, infarinandosi le mani, cominciare a impastare finché non si forma una pasta liscia e dal colore omogeneo. Avvolgere quindi con della pellicola da alimenti e riporre in frigo per almeno 1 ora.

Per la crema al semolino, mettere a scaldare il latte e versare il semolino prima che arrivi a bollore mescolando nel frattempo con una frusta per evitare che si formino grumi. Quando raggiunge il bollore, spengere e lasciar raffreddare, aspettare che intiepidisca (il top sarebbe avere un termometro e vedere quando raggiunge i 65°C, temperatura di coagulazione dell’uovo), io ho aggiunto in questa fase una noce di burro per evitare che il semolino si indurisse troppo. Quando il composto sarà tiepido, aggiungere le uova, lo zucchero e il vin santo e mescolare con la frusta.

Togliere quindi la frolla dal frigo, stenderla in modo da coprire il fondo e i bordi una teglia bassa da 24-26 cm di diametro e versare dentro la crema al semolino.

Cuocere la torta a 180°C per 30 min, o finché la crema al semolino comincerà a dorarsi.

Per la ganache, tagliare il cioccolato a pezzetti e metterlo in una ciotola, mettere poi a bollire la panna e versarla sopra la cioccolata. Mescolare finché la cioccolata non si sarà sciolta completamente. Versare la ganache sulla torta in modo che ricopra tutta la superficie e lasciare raffreddare, prima fuori dal frigo e poi in frigo per qualche ora (finché la ganache non si sarà rassodata). Togliere dal frigo 15 min prima di mangiarla!

Brioche au chocolat

Quelli che mi conoscono meglio sanno bene come io abbia una pessima memoria, sanno anche però, che i miei ricordi più vividi sono quelli legati al cibo, che io rammento sempre lasciandomi trasportare un po’ troppo e suscitando sorrisi nei miei interlocutori. Uno di questi ricordi riguarda i panini al cioccolato: delle pagnotte con una crosticina fuori, ma morbidissime dentro, con un sacco di gocce di cioccolato.

Quando ero piccola spesso il fine-settimana facevamo delle passeggiate in centro con mia sorella e i miei genitori e volte mia mamma ci portava in questo forno nella zona del Mercato San Lorenzo. Non mi scorderò mai i buonissimi panini al cioccolato che compravamo lì – quell’odore di pasta lievitata e la punta dolce-amara dei pezzettini di cioccolato fondente – sarà sempre uno di quei ricordi d’infanzia che  mi farà sentire a casa.

Ovviamente però questo dolce non nasce da un’idea, ma da mille. Quando torno a Firenze so sempre che dovrò fare qualcosa che a Bologna non riesco a fare per mancanza di strumenti, questa volta avevo deciso per il Pan di Spagna, con cui avrei fatto una bella Naked Cake (torta a strati senza. glassa). Ovviamente essendo la mia organizzazione pessima mi sono ritrovata solo due giorni fa davanti al libro di ricette (Il Grande Manuale del Pasticcere di Mélanie Dupuis) e ho decretato che non avrei avuto tempo per fare gli strati e comporre la torta. È stato a questo punto che, sfogliando, mi è caduto l’occhio sulla ricetta dell’impasto per brioche. 

Spesso quando si parla di brioche in Italia (soprattutto a nord) si comincia a fare confusione. Andiamo al bancone del bar e ci sembra che ordinare una brioche, piuttosto che un croissant o un cornetto, sia in realtà la stessa cosa. In realtà l’impasto della brioche,  è un impasto panoso, non sfogliato (come può essere la pasta del croissant o del cornetto), lievitato e con burro aggiunto a freddo. 
Le brioche sono quelle che quindi qui in Italia chiamiamo spesso Pan Brioche, cioè tutti quei lievitati burrosi a cui a volte viene anche data la forma classica a mezzaluna del cornetto.

Ecco che quindi arriviamo all’epilogo della mia storia, la decisione finale: fare dei panini di pasta brioche con le gocce di cioccolato, riproducendo quindi una versione francese di quei panini che amo tanto. 

N.B La ricetta prevedeva il lievito di birra fresco, ma io ho usato quello secco, l’ho fatto quindi scogliere in acqua (cosa non prevista dalla ricetta), aggiungendo del liquido ho aumentato la quantità di farina (che nella ricetta era di 400g).

Ricetta Brioche Au Chocolat

Ingredienti

  • 20g di lievito di birra secco naturale attivo
  • 500g di farina
  • 10g di sale
  • 40g di zucchero
  • 5 uova (c.a 250g) + 1 per la rifinitura
  • 200g di burro
  • 100g di cioccolato fondente (o gocce di cioccolato)

Mettere tutti gli ingredienti in frigo almeno 1 ora prima di usarli.
Far scogliere poi due cucchiaini di lievito secco in mezzo bicchiere di acqua tiepida e lasciar riposare per 5-10 minuti.
Inserire nella ciotola della planetaria in questo ordine: lievito, farina, sale, zucchero e uova. 
Azionare la planetaria con il gancio a foglia a un quarto della potenza e far amalgamare tutti gli ingredienti finché l’impasto non si stacca dalla ciotola: deve diventare elastico, ma non scaldarsi (se necessario aggiungere un po’ di farina).

Mettere ora il gancio e aggiungere poco alla volta i cubetti di burro fino a quando non saranno completamente incorporati. Aggiungere poi il cioccolato tagliato a pezzetti e mescolare ancora finché non si sarà incorporato all’impasto. 

Fermare l’impastatrice e trasferire l’impasto in una ciotola grande infarinata. Infarinate leggermente anche l’impasto in modo che non si formi la crosta. Coprire poi con un telo di cotone o con la pellicola non a contatto. Riporre nel frigo per 1 e mezza/2 ore.

Tirare fuori l’impasto dal frigo e rompere la lievitazione schiacciando la pasta e facendo fuoriuscire i gas. Formare quindi una palla e dividerla in tante pagnotte con un coltello o un tagliapasta (io ne ho fatte 8, ma a posteriori ne farei forse 12). 

Foderare due teglie (o comunque una quantità di teglie tale da assicurare spazio alle pagnotte per la lievitazione) con della carta da forno e riporre nel forno a 30°C per 1 ora e mezza/2 ore. 

Quando le pagnotte avranno lievitato spennellare con 1 uovo sbattuto e infornare a 200°C.
Se infornate le teglie insieme mettete il forno ventilato, la cottura durerà 20 minuti. Se fate una teglia alla volta il forno può rimanere statico e la cottura andrà dai 20 ai 30 minuti.