My second time: Chiffon cake al cioccolato, con panna e ganache al cioccolato

Dopo tanta attesa pubblico finalmente questa ricetta della versione al cioccolato della Chiffon Cake, rivisitazione della torta di Laurel che vi avevo raccontato nello scorso post!

Con il blog si procede lenti nell’ultimo periodo, tra pre-trasloco, trasloco e post-trasloco (con esami annessi..) sono stata messa un po’ male con il tempo. Però la buona notizie è che ho una nuova casetta, con una cucina tutta mia e una cavia per tutti i vari biscotti e muffin futuri (si Betti, sto parlando di te). Sono quindi speranzosa di ricominciare a ingranare a breve e tornare con tante nuove ricette!

Intanto, mentre sono alle prese con raccolte indifferenziate porta a porta, stanze da ammobiliare e povertà da fuorisede, vi beccate questa, che tra l’altro è stata la torta del mio 21esimo compleanno e vi assicuro che non vi deluderà!

Ricetta

Ingredienti x la torta

  • stampo da Chiffon/Angel cake (lo trovate qui), o qualsiasi altro stampo alto in alluminio
  • 260 g di farina
  • 35 g di cacao
  • 300 g di zucchero, divisi
  • 1 (12g) cucchiaio di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di sale
  • 180 ml di acqua fredda
  • 100 g di olio di semi
  • un cucchiaino di scorza di limone grattugiata
  • 2 cucchiaini di vaniglia bourbon, o un baccello
  • 6 tuorli di uovo, a temperatura ambiente
  • 6 albumi, a temperatura ambiente
  • mezzo cucchiaino di cremor di tartaro

Ingredienti x la ganache e farcitura

  • 120 ml di panna fresca
  • 100 gr di cioccolato fondente
  • metà dose della crema panna e mascarpone (ricetta qui)

ATTENZIONE! Mi raccomando ricordatevi di far riposare la torta a testa in giù, o grazie ai piedini dello stampo da Angel Cake, oppure appoggiandola su tre tazzine da caffè.

Procedimento

—> vedi il procedimento della Chiffon Cake panna e fragole ma setaccia il cacao insieme a farina, lievito, zucchero e sale

Ganache: taglia a pezzetti il cioccolato e riscalda la panna in un pentolino fino a portarla a leggero bollore, a quel punto toglila dal fuoco e versa sul cioccolato. Mescola finche non  il cioccolato non si sarà sciolto completamente.

Appena la torta sarà pronta e avrà riposato le sue 6 ore, taglia a metà e farcisci con la crema di panna e mascarpone. Quando la ganache si sarà raffreddata versa sulle torta.

Ta daan!

_IGP0462

 

 

 

 

My first time: Chiffon Cake con fragole e panna

_IGP0429

Settimana scorsa era il mio compleanno e ho deciso che volevo una bella torta di compleanno di quelle classiche, alte, morbide e pannose. E allora era destino che m’imbattessi nella fantastica ricetta di Laurel che aveva fatto una deliziosa Chiffon Cake alle fragole e panna proprio qualche settimana prima!

La realtà è che alla fine di torte ne ho fatte due, e questa è solo la prima. La questione è che, non avendola mai fatta, avevo paura che non mi venisse bene, in più la teglia che avevo non è la classica teglia da Chiffon (niente piedini, niente forma a ciambella), anche se poi il materiale è lo stesso, cioè alluminio. Quindi ho approfittato del compleanno di mio babbo e questa qui, la prima, l’ho fatta per lui. E, udite udite, mi è riuscita!

Quindi non mi resta che spiegarvi questa magnifica ricetta della Chiffon Cake con panna e fragole, sperando che vi piaccia tanto da provare anche la versione al cioccolato con ganache 😉

–> rispetto alla ricetta di Laurel io ho messo tre chiare in meno, il risultato è stato comunque molto soffice e spugnoso, ma vedete un po’ voi

–> è importante che la teglia non venga imburrata e che le uova siano a temperatura ambiente

Ricetta

Ingredienti

  • stampo da Chiffon/Angel cake (lo trovate qui), o qualsiasi altro stampo alto in alluminio
  • 310 g di farina
  • 300 g di zucchero, divisi
  • 1 (12g) cucchiaio di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di sale
  • 180 ml di acqua fredda
  • 100 g di olio di semi
  • un cucchiaino di scorza di limone grattugiata
  • 2 cucchiaini di vaniglia bourbon, o un baccello
  • 6 tuorli di uovo, a temperatura ambiente
  • 6 albumi, a temperatura ambiente
  • mezzo cucchiaino di cremor di tartaro

Procedimento

Scalda il forno a 160°C e crea una circonferenza per foderare il fondo della tua teglia. Setaccia due volte farina con 250 g dello zucchero, lievito e sale. Mescola tuorli, acqua, olio, scorza di limone e la vaniglia (se si usa il baccello, aprirlo e raschiare i semi). Mescola con le fruste elettriche ad alta velocità fino ad amalgamare per bene. Aggiungi poi la farina e mescola delicatamente utilizzando una frusta finché l’impasto è morbido. Metti da parte.

In un’altra ciotola ampia mescola albumi e cremor di tartaro e monta con delle fruste asciutte e pulite, aggiungi qualche goccia di succo di limone se vuoi essere sicuro che le chiare non si smontino.  Dopo qualche minuto aggiungi gli altro 250 g di zucchero e continua a montare finché non saranno a neve ferma.

Unisci quindi una parte delle chiare a neve al composto con il tuorlo mescolando delicatamente con una spatola, unisci poi il resto degli albumi mescolando dal basso verso l’alto in modo da non smontarli. Non mescolare troppo, l’impasto non deve risultare liscio.

Fodera il fondo della teglia (non imburrare né foderare i lati!!) e versa l’impasto al suo all’interno. Dopo 45 min fai la prova del bastoncino, la torta sarà pronta quando il bastoncino uscirà pulito (io l’ho tenuta in forno per 1 ora e 15 min).

Una volta sfornata la torta dovrete lasciarla raffreddare capovolta nello stampo per 6 ore. Se non avete lo stampo da Chiffon Cake con le apposite gambine potete comunque appoggiare lo stampo su qualche supporto che lo faccia rimanere rialzato, io ad esempio ho usato tre tazzine.

Passate poi lungo il bordo della teglia un coltello o una spatola e rimuovetela poi con delicatezza dallo stampo.

Ora potete decidere se decorare la torta con una semplice spolverata di zucchero o sbizzarrirvi con le farciture, qui sotto ve ne propongo una!

Per farcire:

  • 450 g di mascarpone
  • 120 g di zucchero a velo, diviso
  • 460 g di panna fresca
  • 2 cucchiaini di vaniglia bourbon
  • 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
  • 700 g di fragole fresche lavate e tagliate in fette sottili

Versa il mascarpone in una ciotola con metà dello zucchero a velo e mescola bene per ammorbidirlo, metti da parte.

In un’altra ciotola monta a neve molto ferma la panna con l’altra metà dello zucchero. Unisci poi al mascarpone e mescola delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto per non smontarla. Unisci poi la vaniglia e la scorza di limone.

Taglia a metà la torta e farcisci con uno strato di glassa panna e mascarpone e ricopri con le fette di fragole disposte in modo concentrico, copri con un’altra passata di glassa. Ricomponi la torta e spalma la glassa su tutta la superficie ricoprendola completamente. Decora poi a piacimento con le fette di fragola e ciuffetti di glassa aiutandoti con un sac à poche.

Buon appetito!

_IGP0415

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pasta semplice e veloce: radicchio, caprino e noci

Nelle giornate più indaffarate mi capita a volte di essere monotona nei miei pasti, e per fare veloce non mi applico su cosa cucinare e finisco per fare la solita pasta al pomodoro. A volte però, in un impeto di ribellione a me stessa, decido di sperimentare nuovi sughi, comunque veloci (spesso anche più veloci della pomarola) e soprattutto gustosi. Quello di cui vi do la ricetta oggi è uno di quelli, semplice e veloce per i vostri pranzi di fretta!

Attenzione! Per rendere radicchio meno amaro potete immergerlo, dopo averlo lavato, in acqua fredda con un pizzico di sale e qualche goccia di aceto bianco (o di mele) e lasciarlo ammollo per mezz’ora.

Ricetta (per 2 persone)

Ingredienti

  • 200 gr di Penne (o altri tipi di pasta tubolare)
  • sale q.b.
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cespo di radicchio selvatico
  • 240 gr di caprino
  • 100 gr di noci (io ho usato le Pecan, ma vanno bene anche quelle normali)

Procedimento

Metti a bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo lava il cespo di radicchio e taglia partendo dalla punta a pezzetti sempre più piccoli finché non arrivi al cuore, elimina quindi la parte inferiore del cespo. Metti in una padella dell’olio con uno spicchio d’aglio a riscaldare, quando sarà caldo butta il radicchio e lascia cuocere finché non si sarà ammorbidito ma ancora leggermente croccante.

Appena l’acqua bolle, sala con sale grosso e butta la pasta, cuoci per il tempo indicato sulla confezione. Mentre l’acqua cuoce metti in una ciotola grande il caprino e aggiungi un po’ di acqua di cottura e mescola così per formare una crema.

Trita grossolanamente le noci con un coltello e aggiungi alla crema di caprino, aggiungi anche il radicchio quando sarà pronto.

Unisci poi la pasta e mescola in modo da amalgamare il sugo. Servi con una spolverata di parmigiano.

Buon appetito!

fotogiustablog.jpg

 

Cookies triplo cioccolato e caramello

Follow my blog with Bloglovin

Si, mi sono iscritta a Bloglovin’, quindi se mi volete seguire anche lì cliccate sul link qui sopra 😉

Comunque bando alle ciance, non stiamo parlando di me, qui vi sto per parlare di una cosa molto importante, direi fondamentale, così fondamentale che l’altro giorno, tornata distrutta da Bologna, ho trovato comunque le forze di eseguirla. Sto parlando della ricetta dei magici Cookies al triplo cioccolato e caramello!

Tutto è cominciato quando cercavo dei degni cookies alla Nutella, perché sì, ok sani, ma non esageriamo. La ricerca si è alla fine conclusa sul blog di Izy Hossack, il più delizioso di tutti, e lì ho trovato questa fantastica ricetta che non mi offriva una semplice ricetta di cookies con la Nutella, ma una ricetta di cookies al cioccolato, con gocce di cioccolato, e cuore morbido di Nutella e caramello salato…non c’è che dire! Io, avendo ormai una riserva che pare infinita di caramello, un bel po’ di Nutella e qualche fiocco di sale avanzato ho colto l’occasione al volo.

Per il caramello salato potete trovare la ricetta qui mentre per i fiocchi di sale provate da Eataly, sennò su Amazon.

Ricetta 

Ingradienti

  • 110 g (1/2 cup) di burro
  • 350 g (1/2 cup) di zucchero di canna
  • 55 g (1/2 cup) di cacao
  • 2 uova
  • 1/4 cucchiaino di sale
  • 3/4 cucchiaino di lievito per dolci
  • 260 g (2 cups) di farina (io ho usato metà 00 e metà farro)
  • 100 g di cioccolato fondente in pezzetti
  • Sale Kosher o sale di Maldon o sale di Cipro per spolverare
  • 8 cucchiai di Nutella
  • 1/2 dose della ricetta del caramello salato 

Procedimento

Foderare una teglia con carta da forno e riscaldare il forno statico a 180°C

Scogli il burro in un pentolino, togli dal fuoco e unisci lo zucchero. Metti il composto in una ciotola e unisci le uova, poi aggiungi cacao, sale e lievito e mescola finché non saranno amalgamati, unisci poi la farina setacciata a poco a poco così che non si formino grumi. Aggiungi poi la cioccolata in pezzetti.

Fai il caramello.

Prendi un cucchiaio di impasto. forma delle palline, posizionale sulla teglia e fai un solco al centro di ognuna premendo con il dito, riempi il solco con mezzo cucchiaino di nutella e mezzo di caramello (fate un po’ a occhio, il solco deve essere pieno), prendete poi un altro cucchiaio di impasto e appiattitelo, andate poi a coprire l’impasto con il solco e fate aderire bene sui lati, fate attenzione nel fare questa operazione perché se schiacciate troppo potrebbe uscire il ripieno!

Spolverate con i fiocchi di sale se è di vostro gusto e infornate nel forno riscaldato.

Buon appetito!

_IGP0222 2

Io, me stessa ed Edimburgo: dove ho mangiato?

Eccomi qui, non sono sparita vi giuro! Sono ricominciate le lezioni e ci sto mettendo un po’ a riprendere il ritmo, ma ho già nuove ricette in cantiere 😉

Ancora non ho avuto l’occasione di raccontarvi della mia piccola avventura a Edimburgo, e provvederò subito a rimediare.

Tutto è cominciato ormai due mesi fa, mi trovavo ancora nel bel mezzo dell’esame di sociologia, e avevo voglia di un po’ di libertà. Pensavo a quell’ultima settimana di gennaio prima dell’inizio delle lezioni e mi sembrava inutile lasciarla inutilizzata. Sarei rimasta a Firenze e avrei finito per non fare niente di produttivo e lasciar finire in modo passivo gli ultimi giorni di vacanza. Dovevo organizzare un viaggio!

Molti mi hanno chiesto “ma scusa, qui fa freddo e c’è brutto tempo, non potevi fuggire in un posto più caldo?” e devo ammettere che l’idea non mi ha sfiorata neanche per un momento, pensando alla mia piccola fuga l’idea è sempre stata di dirigermi verso nord, inizialmente avevo guardato voli per paesi scandinavi e mi interessava in particolare Copenhagen, ma ovviamente costavano troppo, quindi la mia scelta si è spostata su Edimburgo.

Prima di partire e durante il viaggio ho consultato molti blog e articoli con consigli, soprattutto riguardo a dove mangiare (non mi fido molto dei posti indicati sulle guide) e non mi sono mai pentita delle scelte che ho fatto, anche (e soprattutto) di quelle un po’ impreviste. Proprio per questo mi sento di consigliarvi tutti questi posti che tra l’altro sono perfetti per chi vuole mangiare bene, cibo locale, con un budget limitato.

Dove ho mangiato?

  • Elephant House: questo ristorante è un luogo molto informale che deve la sua fama alll’autrice di Harry Potter, J.K Rowling, che ha scritto qui alcuni capitoli della saga. Ovviamente questo fatto lo ha reso un posto molto popolare e abbastanza
    turistico anche se quando sono andata io non era troppo affollato. Lo stile del locale è img_5996.jpg emplice e informale e l’offerta di cibo molto ampia. Io ho ordinato una chicken pie (pasticcio di pollo) con purè e gravy (una salsa fatta con il sugo della carne), un classico comfort food anglosassone perfetto per quella giornata piovosa. Il servizio è stato rapido e i camerieri gentili. Sono stata contenta che mi abbiano fatto scegliere tra acqua del rubinetto (tab water) e acqua in bottiglia poiché all’estero di solito l’acqua costa molto e in più prendere l’acqua del rubinetto è una scelta eco-friendly! (www.elephanthouse.biz) Voto: 7 Quanto ho speso? 7£

    IMG_5997
    Il bagno dell’Elephant House con scritte dedicate a Harry Potter
  • Nomad Cafe: posto che ho amato, anche se il cibimg_6124.jpgo non era superlativo come mi aspettavo. Ho notato subito il locale perché era vicino al mio albergo a Haymarket e mi sono ripromessa di andarci dopo la mia gita ad Arthur Seat. L’ambiente del Caffè è veramente accogliente, moderno e giovanile e sarà stata la giornata di sole o la compatriota al bancone ma mi ha messo subito allegria. Ho preso un appagante “Breakfast Roll” con salsiccia e uova, che ci voleva proprio dopo la scarpinata a Holyrood Park, e un caffè americano. Mi ha un po’ delusa la scarsa scelta di cibo, ma forse è stato un problema di orario, d’altro canto il mio panino non era comunque male, l’uovo fritto era forse un po’ troppo cotto, ma le salsicce bianche, tipiche del Regno Unito, erano divine! Sicuramente è uno di quei posti dove tornerei continuamente se vivessi a Edimburgo. (sito web) Voto: 7.5 Quanto ho speso? 
  • Howies: Qui ho fatto la mia prima cena da sola! Il posto davvero molto bello, innanzitutto la location, alle pedici di Calton Hill ma anche l’interno elegante, con sala spaziosa dal soffitto altissimo e luci soffuse. Proprio per l’atmosfera elegante sono stata colpita dai prezzi, dIMG_6174ecisamente onesti, in più vi erano anche molte offerte di menù convenienti. Un’altra cosa che mi ha colpita è stata la provenienza degli ingredienti, per la maggior parte locali, con tanto di mappa che spiegava cosa veniva da dove. Anche questa volta l’acqua l’ho presa del rubinetto e ho cominciato la cena con la zuppa del giorno, una vellutata di carote e zucca violina servita con pane e burro (perché un po’ di burro non fa mai male). Per secondo ho preso il filetto di salmone delle isole Shetland in crosta servito con porri, patate e rapa rossa fatte al forno con burro al limone. Devo ammettere che tutto ciò era un po’ insapore, ma il filetto era comunque molto buono e ben cotto. Nonostante fossi già piena non ho resistito al dolce, soprattutto perché c’era lo Sticky toffee pudding! La torta mi è stata servita calda e immersa nel caramello, con sopra una pallina di gelato alla vaniglia, davvero superlativo. Ho apprezzato il contrasto caldo/freddo che faceva risultare il dolce meno pesante e stucchevole. Nel complesso l’esperienza da Howies è stata davvero piacevole e lo consiglio vivamente (sito web) Voto: 8 Quanto ho speso? 20£
  • Teuchters Landing: dopo essere stata a vedere la Royal Yacht Britannia a Leith, resistendo al richiamo dei fast food all’interno del grande magazzino “Ocean Drive”, sono approdata a questa carinissima Freehouse nella zona dei Docks. Il locale è sulla riva ed era originariamente una sala d’attesa per il battello a vapore che portava ad Aberdeen. Anche in questo caso l’atmosfera è giovanile e l’arredamento è molto hipster seguendo la tendenza della nuova Leith riqualificata. Qui ho pranzato con Haggis, neeps and tatties, un piatto tipico scozzese che viene preparato tradizionalmente durante la “Burns’ Night”, notte dedicata al poeta scozzese Robert Burns. Il piatto è una torretta, in questo caso IMG_6210 isposta all’interno di una tazza (hipster dicevamo?), composta da haggis, insaccato molto speziato di interiora di pecora macinate e farina d’avena, purea di rutabaga (un tubero) e purè di patate. Il tutto era servito con una salsa alla panna che ci stava molto bene ma ovviamente lo rendeva ancora più pesante di quello che già era. Ho deciso che questo era inoltre il posto migliore per assaggiare finalmente una birra locale e al bancone mi hanno consigliato la Black Isle, molto buona anche se ha contribuito a mandarmi KO. Nel complesso forse è il posto che mi è piaciuto di più, ho speso, poco, mangiato cose tipiche cucinate bene, bevuto una buona birra e tutto questo con vista oceano (sito web) Voto: 9 Quanto ho speso?
  • Mussel Inn: era dal primo giorno che avevo adocchiato questo ristorante che era proprio accanto al mio ostello e mi era rimastIMG_6254a quella voglia di frutti di mare che, arrivata all’ultima sera, ho deciso di soddisfare. Il ristorante è piccolo e informale e pensavo fosse più turistico, invece ci ho trovato molti scozzesi. Ho preso come starter una zuppa, zucca e carote (giusto per la mia porzione di verdura giornaliera), ho soddisfatto poi il mio desiderio di frutti di mare con delle ostriche al naturale con una spruzzata di limone e una pentola di cozze cucinate con scalogno e panna. Sia ostriche che cozze erano fresche e le cozze erano molto buone e non pesanti come pensavo. Per concludere, e salutare Edimburgo nel migliore dei modi, ho preso una torta banana e noci che mi è stata servita calda con la panna. Nel complesso la cena è stata deliziosa e non mi ha affatto appesantita e il servizio è stato cordiale e attento. Anche qui il pescato (e forse anche altri ingredienti ma non ne sono certa) era a chilometro zero. (sito web) Voto: 8.5 Quanto ho speso? 27£

Spero che la mia esperienza possa essere utile a qualcuno e in ogni caso sono a disposizione per qualsiasi domanda o consiglio!

Siti che mi sono stati utili durante la mia vacanza a Edimburgo:

Per viaggio, alloggio e luoghi da visitare

Per informazioni su cibo e dove mangiare

 

 

Tentativi di pasticceria francese: Tartellette al lime e consigli

Per Natale mia nonna mi ha regalato il bellissimo libro di pasticceria francese di Mèlanie Dupuis, “Il grande manuale del pasticciere”. L’avevo visto qualche tempo fa in libreria e già al primo sguardo avevo amato le illustrazioni, le foto e le descrizioni incredibilmente dettagliate. Ora che lo possiedo è una spinta per passare al livello successivo, non più solo dolci casalinghi, con dosi a volte un po’ alla buona e non troppa precisione (anche se, in ogni caso, nei dolci una buona dose di precisione ci va sempre), ma anche dolci di “alta cucina” con tecniche specifiche e ingredienti che non avevo mai sentito nominare.

Una piacevole scoperta è stata la constatazione del fatto che nel libro non solo le ricette sono ricche di dettagli e vengono spiegati tutti i nomi più strani e le tempistiche, sottolineate le difficoltà maggiori e le abilità da acquisire nonchè dati suggerimenti e spunti per l’organizzazione di quello che va fatto primo e quello che va fatto dopo. Ma vi sono anche spiegazioni fotografiche di varie tecniche e fondamenti utili per chi non è abituato  ad una cucina di tipo più professionale, dalle più banali, come la sabbiatura, alle più complesse come la decorazione.

Detto questo, nel giorno più faticoso dell’anno, cioè il 31 di dicembre, ho pensato bene di impelagarmi in una impresa, cioè una delle ricette del libro: le tartellette al lime, che consiglio a tutti quelli con una buona dose di cucina alle spalle e che vogliono mettersi un po’ alla prova, ma non a quelli che hanno aperto questa ricetta perché volevano fare un dolcino veloce. Queste tartellette NON sono né veloci né semplici da fare! E, soprattutto, non fatele a Capodanno, solo a me poteva venire in mente una cosa del genere…Però, dopo queste premesse intimidatorie, vi assicuro che la soddisfazione e la bontà sono garantite .

Ho fatto qualche modifica alla ricetta semplificando alcune cose e aggiungendo qualche suggerimento.

Prima di mettermi a cucinare era già qualche giorno che mi preparavo (per questo quando ho avuto tutto l’occorrente tra le mani, anche se nel giorno sbagliato, non sono riuscita a trattenermi). Infatti ho comprato su Amazon gli anelli di metallo di 10 cm della Gobel, veramente resistenti e il coppapasta di 12 cm che, secondo me, a posteriori, sarebbe stato meglio di 13-14 cm, perché i bordi delle tartellette erano un po’ troppo bassi. Li ho pagati abbastanza, per questo vi consiglio, se non siete di fretta come me, di comprarli da un sito specializzato come questi:

Mi hanno messo in difficoltà anche:

  • la purea di cocco che ho trovato da Naturasì della “Biona Organic” (ma tuttora non sono convinta che fosse la cosa giusta), mentre ho visto che su Amazon c’è della Rapunzel o della Funkin, la confezione da 1 kg.
  • il nappage, quella gelatina che viene usata sulle torte di frutta. Nei siti specializzati si trovano confezioni da 1 kg, quindi troppo per le mie modeste ambizioni, quindi ho ripiegato per il tortagel (che ha funzionato benissimo).

ATTENZIONE! La pasta sablée deve riposare da 2 ore a una notte. La crema al lime dovrà riposare in frigo 2 ore una volta fatta. Le tempistiche della ricetta sono comunque tutte molto lunghe.

_IGP0114 2

Ricetta Tartellette al lime (ricetta per 6 tartellette)

Ingredienti per la pasta sablée

  • 200 g di farina
  • 70 g di burro
  • 1 g di sale
  • 70 g di zucchero a velo
  • 50 g di uova (1 uovo)

Procedimento

Mescola farina e sale e aggiungi il burro freddo a cubetti. Sabbia, cioè strofina con le dita, senza schiacciare il burro, in modo che burro e farina formino insieme una specie di “sabbia”.

Aggiungi lo zucchero a velo e l’uovo. Mescola con la spatola per ottenere una consistenza omogenea.

Appiattisci la pasta e rivestila con della pellicola. Fai riposare in frigo dalle 2 ore fino a un’intera notte.

Ingredienti della crema al lime

  • 120 g di succo di lime (circa 8 limoni)
  • 150 g di zucchero
  • 150 g di tuorli (io ho comprato quelli che vendono già separati della Naturella)
  • 200 g di burro
  • 4 g di gelatina

Procedimento

Reidrata la gelatina mettendola in acqua fredda per 10 min. Preleva le scorze di lime con una grattugia.

Massaggia i lime per prendere più facilmente il succo e spremilo per ricavare 120 g di succo.

Rompi le uova in una ciotola e lavorale leggermente con la frusta.

Metti le scorze, il succo di limone e lo zucchero in un pentolino. Sbatti delicatamente e inizia a scaldare.

Raggiunta l’ebollizione togli dal fuoco e versa sulle uova sbattendo energicamente per evitare che si cuociano (se avete una planetaria, questo è il momento di usarla).

Versa di nuovo nel pentolino e rimetti sul fuoco. Sbatti e al primo bollore togli dal fuoco. Incorpora burro a poco a poco e gelatina, mescola con la frusta e frulla per 2-3 minuti.

Copri con pellicola a contatto e fai rassodare in frigo per almeno due ore.

Ingredienti per la base di rocher-cocco

  • 75 g di cocco grattugiato
  • 75 g di zucchero
  • 30 g di albumi (più o meno l’albume di un uovo)
  • 50 g di purea di cocco

Ingredienti per la gelatina al cocco

  • 100 g di purea di cocco-
  • 20 g di zucchero
  • 2 g di gelatina

Ingredienti per la decorazione

  • 1 lime
  • 250 g di mappate (una busta di Tortagel)

Procedimento per le tarlerete

Estrai da frigo la pasta sablèe 30 minuti prima dell’uso. Scalda il forno a 170°C, infarina leggermente il piano di lavoro, stendi la pasta con il matterello in modo da poter ricavare  6 tondi di 12 cm e soffia sotto la superficie della pasta. Taglia i 6 tondi con il tagliapasta.

Predisponi una teglia rivestita da carta da forno. Predisponi sopra questa gli anelli imburrati. Rivestili con la pasta facendo attenzione a formare un angolo retto tra bordo e fondo spingendo la pasta in basso con le dita delicatamente. Taglia la pasta a filo con l’anello (nel mio caso questo non è stato necessario perché la pasta non è fuoriuscita, però ho aggiustato con un coltello). Buca il fondo con una forchetta e riempi di fagioli secchi in modo che la pasta non formi bolle d’aria in cottura. Cuoci per 12 minuti a 170°C. Fai raffreddare e sforma.

Prepara la base di rocher al cocco mescolando tutti gli ingredienti in una ciotola. Stendine 35 g circa in ogni tartelletta e appiattisci con le dita. Inforna per circa 15 min per terminare la cottura, il rocher si colorerà in superficie. Sforna e fai raffreddare su una gratella.

Per la gelatina al cocco reidrata la gelatina. Scalda 50 g di purea di cocco in una casseruola con lo zucchero, raggiunta l’ebollizione ferma la cottura. Incorpora la gelatina strizzata, quindi la purea di cocco rimasta. Per me il composto era troppo denso, probabilmente a causa della purea che non era proprio quella giusta, ho comunque aggiunto dell’acqua facendolo scaldare ancora finché non si è un po’ liquefatto.

Versa in ogni cartelletta 30 g circa di gelatina al cocco, conserva in frigo.

Tira fuori la crema dal frigo e mescola con la frusta per renderla liscia. Riempi la tasta da pasticciere e farcisci le tartellette. Livella con la spatola dando una forma leggermente bombata e conserva nel congelatore per almeno due ore.

Grattugia la scorza di lime e intiepidisci il nappage o idrata un sacchetto di tortagel, e aggiungi le scorze. Estrai le tartellette dal congelatore e immergi la parte con la crema nel nappage.

_IGP0133

 

 

 

I Cookies migliori del mondo!

Qualche tempo fa mia sorella mi consigliò entusiasta questi biscotti che aveva assaggiato da una sua amica, io ero un po’ perplessa dall’uso del basilico e del sale, ma ero anche incuriosita poiché l’autrice della ricetta Izy Hossack del blog “Top With Cinnamon” li definiva “I migliori Cookies di sempre” e sinceramente, ora che li ho assaggiati, confermo a pieno.

Non amo i Cookies, ancora meno se “industriali”, li ho sempre trovati troppo pesanti e dolci, questi però sono davvero incredibili. La consistenza, innanzitutto è croccante fuori e morbida all’interno, il retrogusto dato dal basilico e la scorza di limone (nella ricetta originale c’è la verbena) da al biscotto un sapore unico, il cioccolato fondente lo rende poi ancora più gustoso per arrivare ai fiocchi di sale, che bilanciano la dolcezza del biscotto facendolo arrivare alla perfezione.

cookies1

Ricetta Cookies 

Ingredienti

  • 1/4 cup (4 tbsp) foglie di basilico fresco
  • 2 tbsp di foglie di verbena (si può sostituire con la scorza di limone grattugiata)
  • 10 tbsp (140g) di burro
  • 1 tbsp di estratto di vaniglia
  • 3/4 cup (230g) di farina 00
  • 3/4 tsp di lievito per dolci
  • 3/4 tsp di bicarbonato
  • 1/2 cup (100g) di zucchero semolato
  • 1/2 cup + 3 tbsp (140g) di zucchero di canna
  • 1/2 tsp di fiocchi di sale (o sale Kosher)
  • 1 uovo
  • 200g di cioccolato fondente spezzettato grossolanamente  (io ho usato quello al 70%, ma va bene sia più fondente che meno)

N.B I fiocchi di sale li ho trovati da Eataly, ma in ogni caso si può usare il sale fino nell’impasto e anche per spolverarli alla fine, ma non so se il risultato sia lo stesso, sennò potete comunque non spolverarli, saranno buonissimi comunque

Procedimento

Taglia grossolanamente basilico e verbena e mettili in un pentolino con il burro (se usi la scorza di limone grattugiata invece che la verbena aggiungila quando il burro si è sciolto). Lascia sul fornello medio basso finché non fa una schiuma e a questo punto aggiungi l’estratto di vaniglia. Lascia riposare per 10 minuti. Scola poi con un colino per togliere le erbe.

Nel frattempo unisci in una ciotola la farina, il lievito, il bicarbonato, i due tipi di zucchero e i fiocchi di sale. Aggiungi il burro e mescola finché non sembrerà come sabbia bagnata senza grumi di farina. Aggiungi le uova e mescola per qualche minuto, poi la cioccolata spezzettata e mescola finché non sarà tutto amalgamato, ma non troppo a lungo.

Con 4 cucchiai di impasto circa forma delle palline e mettile su un piatto schiacciandole un po’ (devono comunque mantenere un po’ di spessore, non vi preoccupate, si assottiglieranno in cottura), i biscotti vengono molto grandi, se li volete leggermente più piccoli potete usare 2 o 3 cucchiai di impasto. Quando avrete i vostri biscotti sistemati su i piatti metteteli in frigo da 1h fino a 72h (io li ho tenuti 12h, ma più li terrete e più saranno buoni).

Quando sarai pronto per infornare riscalda il forno a 200°C (400°F). Posiziona intanto i biscotti sulle teglie in modo che siano ben distanti tra loro (io ne ho messi 4-5 per teglia). Appena prima di infornare spolverateli con i fiocchi di sale in modo che siano abbastanza omogenei. Cuoci per 8-12 minuti finché non li vedrai dorati ma ancora morbidi all’interno. Sforna e lascia raffreddare per qualche minuto sulle teglie (non toccarli appena sfornati perché saranno morbidi, ma dopo qualche minuto di solidificheranno).

cookies4

 

Korvapuusti: i ‘Cinnamon Rolls’ finlandesi!

L’altro giorno stavo facendo una ricerca sui Pepparkakor svedesi per cercare di capirne le differenze con i Gingerbread man americani, e scegliere quale delle due ricette fare, sono però incappata in una ulteriore variante, i Piparkakku finlandesi. Ho pensato quindi che la cosa migliore era che la mia decisione cadesse su questi, visto che il ragazzo di mia sorella è finlandese e poteva procurarmi una ricetta originale.

In realtà dei Pipparkakku ve ne parlerò poi con una bella introduzione sulle differenze tra i suoi simili, ma ho cominciato da loro perché approfittando del fatto che doveva chiedere questa ricetta mia sorella ha chiesto anche quella dei Korvapuusti, i parenti finlandesi dei più conosciuti Cinnamon Rolls.

I Korvapuusti sono panini briosciati al cardamomo composti da una doppia spirale ripiena di burro, zucchero e cannella. Questa è la versione natalizia dei Pulla la cui unica differenza sta nella forma, la spirale è singola. Al contrario dei Cinnamon Rolls americani l’impasto contiene il cardamomo e invece della glassa sopra c’è la granella di zucchero.

Ricetta Korvapuusti (per 60 brioche)

Ingredienti

  • 150 g di burro + per il ripieno q.b.
  • 1/2 litro di latte
  • 50 g di lievito di birra
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 150 g di zucchero + per il ripieno q.b.
  • 2 cucchiaini di cardamomo macinato
  • 1 kg circa di farina
  • cannella macinata q.b.
  • 1 uovo
  • granella di zucchero

Procedimento

Fai scogliere il burro, aggiungi il latte e fai raffreddare il tutto a temperatura ambiente. Sbriciola il lievito e scioglilo in una piccola quantità del liquido creato precedentemente. Dovrebbe formare una schiumina, questo vuol dire che il lievito è attivo.

Metti sia il liquido con il lievito, che l’altra parte in una ciotola capiente e aggiungi lo zucchero, il sale, il cardamomo e maggior parte della farina. Lavora con le mani il composto finché non si stacca dal recipiente aggiungendo mano a mano la farina quando necessario (per circa 10 minuti) quando l’impasto sarà liscio riponi nella ciotola e copri con un panno umido. Lascia riposare per 40 minuti circa, finché l’impasto non sarà raddoppiato.

Lavora l’impasto su un piano infarinato solo finché non si attaccherà più a questo. Dividi quindi l’impasto a metà e stendi una metà sul piano fino a farla diventare un rettangolo.

Preriscalda il forno a 250°C.

Spalma, sul rettangolo di pasta, del burro (leggermente riscaldato) e cospargi di zucchero e cannella in modo che si formi uno strato marroncino. Arrotola quindi l’impasto dal lato lungo. Taglia il rotolo formando dei trapezi o dei triangoli e schiaccia la parte superiore di questi (vedi immagine per ulteriori chiarimenti). Fai la stessa cosa con l’altra parte dell’impasto.

korvapuusti

Sistema il Korvapuusti su tre o quattro teglie foderate di carta da forno. Separa il tuorlo dalla chiara e sbattilo aggiungendoci un goccio di latte, spennellaci poi i dolcetti.

Inforna per circa 8 minuti, finché non saranno dorati.

Buon appetito! ❤

giusta1

Ringrazio Sam e sua madre per la fantastica ricetta e mio babbo per le foto.

 

 

 

Biscotti morbidi al sesamo e “River to River”

Non vedevo l’ora di pubblicare questi biscotti perché li ho fatti da un po’ di giorni ma tra una cosa e l’altra non ce l’avevo ancora fatta a trovare il tempo per scrivere l’articolo.

Una delle cose che mi ha impegnata di più in questi giorni è stato il festival “River to River” che, dal 2001, viene organizzato ogni anno a Firenze.

“River to River” è un festival di cinema indiano e al suo interno ci sono anche attività, come conferenze su svariati temi legati all’India, mostre, come la mostra di fotografia alla Fondazione Marangoni, e cooking classes, come quella a cui parteciperò stasera, dove Basheerkutty Mansoor ci insegnerà a preparare qualche specialità della cucina del Kerala.

Spesso a Firenze vengono organizzati festival del genere, dove come tema principale vi è il cinema di paesi lontani da noi, che magari non sono alla nostra portata come gli altri paesi occidentali. Penso che questa sia un’occasione preziosa per venire a conoscenza di realtà che spesso ignoriamo, per la lontananza e la mancanza di informazione. Di questa abbiamo tanto colpa noi, che non ci informiamo abbastanza, e ci facciamo bastare l’ “ordine del giorno”, la prima pagina, quanto i media, che spesso filtrano le notizie attraverso criteri come quello della visibilità, di ciò che fa più scalpore, e anche purtroppo di quello che possono e non possono realmente far emergere per le pressioni esterne.

Inoltre è un’occasione per il cinema estero di farsi conoscere in Europa dove ormai regna sovrano il cinema Hollywoodiano ed è già difficile che riescano a emergere i film europei stessi. Questo ci da finalmente l’opportunità di vedere dei bei cortometraggi, lungometraggi e film che ci raccontano le cose da un’altro punto di vista, quello che non conoscevamo, che ci mostra sottigliezze che non coglievamo, sfumature di altre culture che non riuscivamo a capire e che magari dopo la visione ancora non coglieremo a pieno, ma che andremo forse ad approfondire guidati dalla curiosità. Forse è l’unica salvezza quella curiosità, quel sentimento che ci spinge a uscire un attimo dalla nostra comfort zone per renderci conto che non ci siamo solo noi, che intorno a noi c’è un mondo e che non esiste solo “la nostra maniera”, ma ogni individuo, ogni cultura, agisce in modo diverso, e ognuna di queste diversità ha una storia. Penso che se non cominciamo a capire questo non smetteremo mai di farci la guerra e di distruggerci a vicenda con guerre che non hanno soluzione se non nella comprensione reciproca.

Mi sono soffermata su questo punto perché è una cosa a cui tengo molto, e tra esame di sociologia (finalmente dato!) e questo festival, ho avuto occasione di pensarci più di una volta, in qualche caso anche con amarezza per la situazione attuale.

Sperando che siate arrivati fin qui leggendo anche il resto, ecco a voi la ricetta con cui Laurel ci ha deliziati nella sua maratona di biscotti natalizi di quest’anno!

Biscotti al sesamo

Ingredienti

  • 260 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 170 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero
  • 3 cucchiai (45g) di miele
  • 170 g di tahina (pasta di sesamo)
  • 40 g di semi di sesamo

Preparazione

Preriscalda il forno a 180°C e fodera due placche con carta da forno.

Mescola in una ciotola media la farina con il sale e il lievito. In una ciotola più grande sbatti burro, zucchero e miele fino ad ottenere un composto cremoso. Unisci quindi la tahina e la farina, un po’ per volta, amalgamando bene con un cucchiaio.

Metti i semi di sesamo in un piatto piano.

Forma delle palline con l’impasto (inumidiscile se si appiccica troppo alle mani) e premile sul piatto in modo che il sesamo si attacchi da un solo lato e sistemale poi sulle placche, ben distanti, con il sesamo verso l’alto.

 

Inforna e cuoci per circa 13-15 minuti finché non saranno leggermente dorati. Appena sfornati i biscotti saranno molto morbidi, lasciare quindi che si raffreddino sulle placche. Raffreddandosi di solidificheranno.

Buon appetito!

_IGP9845

Something scrumptious like this sticky toffee pudding

Più l’esame di sociologia si avvicina e più ho bisogno di gratificazioni sotto forma di cibo. Non ho esitato quindi ad aprire il libro di Jamie Oliver “Jamie’s comfort food” dove Jamie ha raccolto una serie di incredibili piatti che si possono decisamente definire “gratificanti”. Lo Sticky toffee pudding è un dolce irlandese dalla consistenza molto morbida, umida e spugnosa, con una crosticina glassata data dalla salsa al caramello (‘toffee’).

Vi riporto qui sotto la ricetta tradotta dal libro di Jamie (non la tradurrò letteralmente poiché Jamie usa dei termini molto particolari)

(Un particolare ringraziamento va a Peppe che mi ha supportato/sopportato mentre facevo le foto <3)

Sticky Toffee Pudding

Ingredienti (per la torta)

  • 4 bustine di tè Earl Grey
  • 450 g di datteri Medjool
  • 1 cucchiaino raso di cannella
  • 1/2 si noce moscata grattata
  • 170 g di burro a temperatura ambiente
  • 340 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 170 g di zucchero di canna (non integrale)
  • 170 g di zucchero Moscovado (canna integrale)
  • 4 grandi uova
  • fiocchi di sale

Procedimento

Preriscalda il forno a 180°C (350°F/gas 4). Metti le bustine di tè in una ciotola e ricopri con 300ml di acqua bollente, lascia per 3 minuti e mezzo. Nel frattempo denocciola i datteri.

A questo punto Jamie mette i datteri nel minipimer con la cannella, ma quando l’ho fatto io la pastosità dei datteri non faceva muovere le lame, quindi ho direttamente messo nel contenitore del frullatore a immersione sia i datteri con la cannella, sia il tè e li ho ridotti in purea. Aggiungi poi la noce moscata.

Imburra e infarina una tortiera per budini di 26 cm (scusate non so come si dice in italiano, questa comunque) o una teglia per torte di 20 cm x 30 cm. In una grande ciotola unisci il burro e i due tipi di zucchero e sbatti con la frusta fino a ottenere una crema. Sbatti poi le uova una per una, poi, usando un cucchiaio unisci a poco a poco la farina, il lievito e il bicarbonato amalgamando bene al composto, aggiungi poi la purea di datteri e amalgama anche questa. Metti il l’impasto nella tortiera che avete scelto e inforna per circa 45-50 minuti o finché non inserisci un bastoncino ed pulito (non vi spaventate se vi vuole un po’ di più, io l’ho lasciata dentro praticamene un’ora e mezzo…).

Quando la torta è quasi pronta cominciate a preparare la salsa.

Io l’ho preparata semplicemente allungando la salsa al caramello salato che mi era avanzata (parlo di questa) con burro, panna e rum. Questa di seguito è invece la ricetta per la salsa di Jamie.

stickyspennello

Salsa ‘toffee’

Ingredienti

  • 250 g di burro
  • 125 g di zucchero Moscovado
  • 125 g di zucchero bianco
  • 50 ml di rum scuro
  • 300 ml di panna liquida

Procedimento

Metti il burro a cubetti in un pentolino e fai scogliere mantenendo la fiamma a fuoco medio. Aggiungi poi i due tipi di zucchero e quando saranno sciolti per bene aggiungi il rum (attenzione: potrebbe schizzare!) e la panna. Porta a ebollizione e cuoci a fuoco lento per 5 minuti o finché non avrò un bel colorito dorato.

Sforna quindi la torta e lascia riposare per qualche minuto. Sforma poi dalla teglia e se necessario spiana la superficie (potrebbe aver lievitato un po’). Spennella poi la torta (facendo anche, se si desidera, qualche buco con un bastoncino che giunga in profondità) con abbondante quantità di salsa in modo che vada a formare una crosticina delicata e croccante. Cerca di non esagerare per mantenere comunque il dolce spugnoso. Se si vuole fare contrasto si può aggiungere anche i fiocchi di sale (nel mio caso la salsa che ho usato era già leggermente salata, quindi non ne ho sentito il bisogno).

Servire con un’aggiunta di salsa ‘toffee’ tiepida, un po’ di panna o gelato alla vaniglia.

Buon appetito!

stickyfetta